DALLA "CITTA' INVISIBILE" A "LIBERA"

 

Il progetto LIBERA ha inteso mettere in contatto il mondo del lavoro con soggetti socialmente svantaggiati attraverso l'incontro tra le realtà imprenditoriali artigiane, con il loro bisogno di forza lavoro qualificata e da qualificare, ed i soggetti stessi, con la loro necessità di reinserirsi nel mondo produttivo mediante un percorso guidato ed assistito. Tali obbiettivi conseguono da un'esperienza autofinanziata già effettuata dall'ente attuatore del progetto LIBERA, l'associazione NAPOLI PROGETTO EUROPA ­ NPE - nell'ambito di un più ampio progetto d'intervento sui ristretti presso la Casa Circondariale di Poggioreale, denominato "La città invisibile". Tale intervento ha consentito di sperimentare e verificare, limitatamente ad un ridotto numero di soggetti, la sostenibilità dell'ipotesi di partenza che prevedeva, in successione, fasi di motivazione, di formazione mediante maestri artigiani e di formazione-lavoro presso le aziende dei formatori. L'analisi dei risultati conseguiti nella fase di sperimentazione ha consentito di modificare ed arricchire le idee di partenza ed ha posto le basi per il progetto di fattibilità di LIBERA.

 

IL PROGETTO "LA CITTA' INVISIBILE" ­ LA FASE SPERIMENTALE

Il progetto "La città invisibile" è stato elaborato nel 1995 nell'ambito di NPE ed ha avviato le sue attività utilizzando il sostegno finanziario dei soci, un contributo di UNIPOL e CNA e l'incasso d'un concerto tenuto all'Auditorium della RAI dall'artista Eduardo De Crescenzo, socio fondatore di NPE ed uno dei promotori del progetto. Nel luglio del 1996 è stato firmato un protocollo d'intesa tra NPE, Caritas, Comune di Napoli, Ministero di Grazia e Giustizia, Confartigianato, CNA, Unipol Assicurazioni, allo scopo di procedere all'esecuzione del progetto pilota.

Le motivazioni sociali e culturali del progetto hanno mirato a:

Poichè le attuali politiche di riduzione della spesa sociale non fanno altro che accentuare una realtà già gravissima, ritiene che prioritario sia riportare alla luce la drammaticità della condizione custodiale, tirarla fuori dal silenzio nella quale è stata confinata.

Non si tratta di una questione che riguarda solo operatori o magistrati di sorveglianza, ma di un'enorme questione civile e politica che riguarda tutti coloro che hanno a cuore i diritti di cittadinanza e i principi di solidarietà sanciti dalla nostra carta costituzionale.

Di fronte alla straordinaria complessità della questione, "La Città invisibile" si è impegnata a trovare forme di collaborazione con tutti coloro che da tempo impegnano energie ed intelligenze per affrontare in maniera diversa i problemi della pena e del carcere.