LA FORMAZIONE

 

Per l'attività formativa, il progetto ha previsto una metodologia d'intervento fondata sull'apprendistato nelle aziende artigiane.

L'artigianato, nell'ambito del mondo produttivo offre le maggiori possibilità di successo in questo percorso sia perché offre la possibilità di seguire un ciclo di produzione completo, sia perché l'ambiente lavorativo, spesso a carattere familiare, consente una migliore accoglienza del particolare target di soggetti a cui è stato rivolto il progetto.

L'artigianato in Italia rappresenta un importante settore economico sotto diversi aspetti. Sul versante della consistenza occupazionale e del tessuto imprenditoriale conta 1.325.000 addetti - dei quali il 42% con meno di 40 anni - e 530.000 imprese ­ 380.000 nel settore manifatturiero e 150.000 nel settore dei servizi.

La dimensione media delle imprese è di 2,75 addetti. La trasmissione dei 'segreti del sapere' avviene con l'apprendistato: nel 1997, 247.000 giovani sono stati assunti con il contratto di apprendistato, oppure con i contratti di formazione lavoro. Ma l'azienda artigiana è anche un incubatore di impresa: il 60% degli imprenditori artigiani si è formato nell'azienda artigiana.

Nell'ambito del progetto Libera si è prestato attenzione ai settori artigianali che maggiormente potessero interagire con la particolare utenza del progetto. Pertanto si è ricercato tra i settori artigianali da coinvolgere quelli che presentavano le seguenti caratteristiche:

 

Uno dei primi settori individuati per la formazione è stato quello delle autoriparazioni, sia per la disponibilità numerica delle officine esistenti sul territorio, che per l'accessibilità di apprendimento delle tecniche. E' stato così possibile avviare la prima fase della formazione degli allievi ancora in numero ristretto, intervenendo sulle loro reali possibilità esaminate primariamente nei luoghi di pena e successivamente esaltate ed evidenziate dagli sperimentatori. Per il settore femminile la scelta del settore dell'artigianato artistico ha offerto una vasta gamma di materie formative, dalla ceramica alla decorazione, dall'oggettistica agli abiti da sposa, che naturalmente hanno assecondato inclinazioni e conoscenze personali di mestieri delle donne inserite nel progetto.

I formatori ed operatori volontari hanno a loro volta partecipato ad un corso tenuto da Renato Curcio e Nicola Valentino a Napoli, che ha avuto l'obbiettivo di individuare strumenti e indirizzare gli operatori, rispondendo alle necessità di "Libera" di copertura di varie operatività. Infatti gli utenti di Libera, provenienti per ovvie ragioni da una condizione primaria di svantaggio, richiedevano delle professionalità articolate e diversificate, tra le quali il ruolo del formatore è stato centrale nella creazione delle condizioni più favorevoli per lo sviluppo e la riuscita del progetto. Dai primi risultati ottenuti nel 1997 nella fase sperimentale, si è individuata una strutturazione dei corsi che comprendeva 100 ore di formazione in aula e 1600 ore di stage pratici, uniti a verifiche individuali, attività di gruppo, alfabetizzazione, colloqui motivazionali, che ha reso possibile la realizzazione di tre corsi di formazione/lavoro terminati nell'ottobre 2000.