IL PARERE DELLE ISTITUZIONI

Considerazioni di Claudio Pomella

Sezione Politiche Comunitarie

Provincia di Napoli

 

Credo che "Libera" sia stato il progetto pilota più voluto e stimolato dalla Provincia di Napoli in accordo con il Fondo Sociale Europeo in questi ultimi anni, ed in effetti ha dato, per il nostro iter abitudinario, il miglior risultato rispetto gli interventi ordinari sul degrado sociale e sull'illegalità.. L'interazione tra pubblico e privato, istituzioni e volontariato, enti nazionali e locali non è stata semplice da coordinare, ma è risultata, nel caso di "Libera", possibile e vincente, là dove esistono ancora dei "buchi istituzionali" non ancora capaci di riempire da soli le esigenze sociali di ampie fasce disagiate.

Non contano i numeri in questo caso, quanti e quali si siano devoluti alle attività preposte, ma quanti siano usciti realmente da una condizione di alterazione della normale coesistenza tra individuo e territorio, tra norma e illegalità, come nel caso dei ragazzi che hanno aderito al progetto "Libera".

Contano in effetti le sinergie del tutto sperimentali che si sono create tra i diversi operatori e utenti, la capacità d'incidenza nelle zone d'ombra nelle quali prima avevamo poco accesso in quanto enti e persone. La Comunità Europea sponsorizza ed incoraggia questi esperimenti per poi farne esempio e riportarli all'ordinarietà. Nel nostro caso, il reale inserimento nel mondo del lavoro della maggior parte dei partecipanti al progetto è stato il termometro della sua reale riuscita. Esistono altri progetti nell'area che ci riguarda come Istituzione, anch'essi suffragati dalla Comunità Europea, dedicati ai meno garantiti: handicappati, extracomuinitari, meno abbienti, la nostra istituzione segue e controlla che ci siano adeguate misure di sviluppo di tali strati disagiati, ma in campo di aiuto alla post ­ detenzione, "Libera" è risultato al di là di qualsiasi ipotesi, il progetto più aderente proprio a quelle istanze comunitarie che vedono la prevenzione ed il sostegno come autori principali nell'applicazione delle norme legislative e di garanzia del reinserimento.

Forse è anche un'atteggiamento culturale da sgravare di peso: La Provincia non era un'ente preposto a tali compiti, eppure ha incoraggiato questo sforzo corale, dettagliandone i benefici, che non sono andati ai singoli, ma alla comunità in quanto ricevente dei risultati.

Se penso ad un limite, forse l'unico, è stato quello comunicativo. I progressi di questo progetto sono circolati solo all'interno degli addetti ai lavori. Poco si è saputo all'esterno, come eco di uno sforzo che ha riguardato molte e diverse realtà territoriali. Ed è importante seminare per poi raccogliere. Noi credo che l'abbiamo fatto.

 

BERENICE

C'è la città degli ingiusti, i

proprietari, ed una dei giusti

che si nasconde sotto spoglie

umili. Ma nella stessa città dei

giusti cova la città degli ingiusti,

perché loro vogliono

equipararsi, prendere il

possesso arrivando all'ingiusto.

Ma c'è l'amore per il giusto,

capace di ricomporre una città

più giusta. Ma all'interno vi è

una macchiolina che si dilata

per imporre ciò che è giusto in

modo ingiusto e forse è il

germe di una immensa

metropoli. La vera Berenice è

una successione nel tempo di

città diverse e tutte le future

sono già presenti in questo

istante.