SIAMO PIU' BELLE

 

Storia o cronaca di un tesoro ritrovato

Estratto da "Europa più" Periodico della Provincia di Napoli

Una delle tante riunioni motivazionali . "C'eravamo tutte insieme a Marta, Lina e Gilberto, i nostri tutor, a rappresentare, ognuno con un ruolo differente quella realtà di disagio di chi ha conosciuto il carcere"

 

Il progetto "Libera" è un laboratorio dove si verifica costantemente l'evolversi di comportamenti devianti in azioni positive d'integrazione. Il clima favorevole che si è creato nell'organizzazione ha agevolato lo svolgersi del programma:

Elena: "Ho apprezzato il lavoro dei gruppi psicologici, mi sono trovata bene." Sembra in alcuni essersi rinforzata una maggiore fiducia in se stessi e con l'esterno.

"Il confronto, il riflettere e parlare della nostra esperienza in gruppo ci ha consentito di ritrovare o ricostruire una stima che si era persa siamo più belle".

Una nuova energia è in circolo tra noi, e sicuramente ci ha aiutato la scelta operata dall'associazione in accordo con la Confartigianato e Artigianapoli e con i diversi maestri artigiani che ci hanno formato.

Anna, licenza media, afferma: " Dove lavoro si è instaurato un rapporto quasi familiare con il nostro datore ed ho ricevuto aiuti anche al di fuori dell'ambito lavorativo."

Evelyne, una giovane immigrata di colore, è entrata in contatto con un'impresa artigianale che produce oggetti d'arte e personaggi di porcellana: "Una cosa che non avevo mai pensato di fare nella mia vita" Non tutti riescono però a completare il percorso formativo. Mancanza di volontà o sfortuna è la giustificazione che spesso ci diamo.

Non legata al caso o alla fortuna è stata invece la scelta delle attività che l'Associazione Napoli Progetto Europa ci ha proposto. Attività e mestieri ad alta intensità lavorativa, tecnologie abbastanza stabili nel tempo, riferimento alla propria realtà, sono alcuni degli aspetti che sono stati utilizzati per individuare le nuove professionalità. "Pensi che iniziative come queste debbano essere sostenute nel futuro?" "Si" risponde Anna, "Perché a noi sono servite molto, ci hanno aiutato nel reinserimento nella vita sociale. Spero che iniziative così possano essere promosse ancora per tutti quelli che vivono una condizione di disagio maggiore"

L'autoimprenditorialità opportunamente sostenuta e rinforzata, può costituire lo sbocco finale per alcuni. Altri ancora, con nuove competenze, si potranno proporre nel mondo del lavoro con maggiori possibilità. Vincenzo al suo primo corso come carrozziere: "Ero disoccupato, ho la terza media, ho avuto problemi con la legge e stavo a Poggioreale;

oggi a 29 anni non avrei mai creduto di poter avere una tale occasione" Altre osservazioni si sono sviluppate nel corso della riunione.

Uno dei maestri artigiani coinvolti nel progetto come formatore replica:

"Noi che abbiamo conosciuto questi giovani e li abbiamo aiutati nell'apprendimento, saremmo disposti a continuare il rapporto creatosi durante il corso di formazione/lavoro ma non possiamo permetterci di sostenere tutti i costi e gli oneri fiscali per un'effettiva assunzione, almeno finchè non si sia raggiunto un livello di competenza professionale più completo. E' un peccato se questi ragazzi dopo la formazione dovessero andare via."

"Libera" è un percorso originale, la messa a punto può ancora essere migliorata, ma intanto ha il pregio di avere delineato una prospettiva di lavoro all'interno della quale sono stati coniugati i bisogni di solidarietà e di riconoscimento della dignità umana, istanze che vengono rivolte alla società civile e politica. L'attuazione di questa utopia è stata possibile solo grazie alla concertazione ed alla collaborazione tra volontariato, istituzioni, enti ed imprese.