Oltre le sbarre

Intervista a Pina Levita Direttrice del Centro Servizi Sociale Adulti di Napoli.

Ministero di Grazia e Giustizia

1) Quale incidenza ha avuto il progetto "Libera" sul recupero reale dei detenuti coinvolti?

Per poter fare una valutazione realistica dell'incidenza di un progetto di recupero / reinserimento in questo settore, occorre tenere conto di molteplici fattori legati alla complessità e problematicità delle situazioni familiari e sociali dei detenuti coinvolti. Non si può pertanto prescindere dalla situazione di partenza di coloro che ne hanno usufruito soprattutto in relazione alla durata dell'inserimento nel percorso deviante. Ritengo pertanto che per fare una valutazione di progetto nel suo complesso occorra distinguere tra il 1° e 3° corso iniziati dentro l'istituto penitenziario e rivolte agli uomini ed il 2° corso, partito all'esterno e rivolto alle donne già in misura alternativa o ex detenute.

Ritengo che i corsi rivolti ai detenuti maschi abbiano sofferto di maggiori vincoli iniziali, tenuto conto che la situazione di reclusione ha potuto portare talvolta ad una adesione strumentale al progetto che inizialmente è stato certamente colto da parte dei detenuti anche come un elemento che avrebbe favorito l'ammissione ad una misura alternativa alla detenzione. Inoltre i soggetti erano caratterizzati da una più lunga e complessa "carriera deviante", alcuni soggetti infatti sono stati colpiti in itinere da altri ordini di esecuzione.

Molto alta è stata inoltre l'incidenza del fattore tossicodipendenza, che ha costituito un onere aggiuntivo nello svolgimento del progetto stesso che si è dovuto confrontare con una variabile inizialmente non prevista.

Certamente per tutti coloro che hanno portato a termine i corsi il progetto è stato un'esperienza positiva di un percorso risocializzante i cui frutti possono aver avuto ricaduta a più livelli: Crescita personale, miglioramento nelle relazioni familiari ed interpersonali, acquisizioni di capacità, abilità e consapevolezza che potranno aiutare i soggetti a permanere in un circuito di legalità.

Infatti anche laddove non c'è stato un inserimento professionale definitivo ed una completa acquisizione di abilità professionali immediatamente spendibili sul mercato del lavoro, c'è stato comunque l'inserimento dei soggetti in un circuito positivo che ha costituito momento di riflessione e responsabilizzazione circa le scelte di vita future.

La valutazione di un reale e duraturo recupero dei detenuti coinvolti richiederebbe tuttavia un monitoraggio su tempi lunghi anche se i risultati, già valutabili al momento presente, confrontati anche con gli standard europei di progetti analoghi, danno comunque dati incoraggianti.

 

EUTROPIA

Non è una città, ma più città, dove gli abitanti stanchi di essere se stessi 

si spogliano e, cambiando ruolo, non cambiano però la città.

 

2) Le difficoltà incontrate

Le difficoltà incontrate sono state soprattutto di tipo operativo e relazionale. Il problema principale è stato quello del raccordo, delle comunicazioni e della reciproca informazione tra i diversi soggetti, anche istituzionali, interessati dal progetto: Istituti, Centro Servizio Sociale, Tribunale, Magistrato di Sorveglianza, Ente Attuatore, Utenti.

La novità dell'esperienza in cui non tutti gli uffici sono stati cointeressati fin dall'inizio e nella progettazione, i vincoli ed i tempi diversi dei soggetti coinvolti, la complessità del contesto sociale e forse anche la "varietà delle figure" ricomprese nel progetto, di cui non sempre è stato agevole chiarificare il ruolo ab initio, le difficoltà della gestione quotidiana che non sempre hanno permesso di raccordarsi facilmente hanno inciso in maniera negativa nell'operatività ordinaria. Inoltre in alcuni casi c'è stata una inadeguata valutazione di soggetti selezionati, sia per quanto concerne la posizione giuridica sia per quanto concerne la motivazione alla partecipazione, e questo è stato un grosso ostacolo.

Una ulteriore difficoltà è stata certamente dovuta alle attese degli utenti a volte sovradimensionate rispetto alla finalità di formazione professionale del corso.

Molto spesso i detenuti, in quanto utenti multiproblematici, avanzano agli operatori richieste di una presa in carico totale di tutte le loro complesse situazioni personali e familiari a cui certamente anche un progetto articolato come questo ed il servizio sociale dell'amministrazione penitenziaria non sono in grado di rispondere. In particolare rispetto alle attese di una collocazione lavorativa successiva al corso in futuro occorrerà lavorare sul versante di una maggiore chiarificazione iniziale agli utenti ed adoperarsi contemporaneamente per creare delle possibilità di accompagnamento successive al progetto, in analogia a quanto è stato possibile realizzare per il progetto rivolto alle donne con la creazione di una cooperativa.

3) La collaborazione tra enti, istituzioni, volontariato e associazionismo esce vincente da questa esperienza?

Certamente la collaborazione tra enti, istituzioni, volontariato ed associazionismo è una grossa risorsa da valorizzare ma anche da costruire in modo sistematico; si tratta di una carta vincente da imparare a giocare sempre più e sempre meglio per il futuro.

4) Quali errori strutturali da evitare in futuro?

Innanzitutto occorre che in futuro ci sia una progettazione congiunta da parte di tutti gli enti interessati che consentirebbe una migliore valutazione delle reciproche risorse e dei vincoli di ciascuno, soprattutto tenuto conto dell'inquadramento del progetto nell'ambito dell'esecuzione penale.

Vanno poi istituzionalizzati, non solo formalmente ma nella prassi, i momenti di verifica

e comunicazione prevedendo un lavoro di equipe permanente tra i diversi referenti. Inoltre occorrerebbe prevedere per futuri progetti dei momenti più lunghi di valutazione delle motivazioni dei soggetti da coinvolgere individuando un percorso ad imbuto in cui il ventaglio di osservazione delle motivazioni dei soggetti diventi molto più ampio, per numero e tempi, di quello già sperimentato.

5) Perché non è diventato un "laboratorio permanente" del reinserimento sociale?

Il progetto Europa è stato finalizzato innanzitutto ai soggetti individuati ed inseriti nei corsi, certamente è stata l'occasione di sperimentare una diversa modalità di percorso trattamentale ma l'operatività quotidiana, rivolta soprattutto ai casi seguiti, non ha lasciato molti margini di tempo e spazio perché potesse diventare un laboratorio permanente di un diverso percorso trattamentale e reinserimento sociale.

È possibile, però, che le sinergie e i contatti creatisi in questa occasione possano essere messi a frutto e utilizzati come punto di partenza per un futuro percorso tutto da costruire.

6) Considerazioni personali sulla riuscita del progetto.

Ritengo che vada sottolineata la significatività di questa esperienza nel contesto napoletano dove è sempre stato difficile attivare sinergie di risorse, specialmente se rivolte alla fascia di utenti adulti in esecuzione penale. Questa, infatti, è stata la prima esperienza di un percorso di formazione-lavoro per detenuti uomini iniziata in carcere e poi continuate in misura alternativa; è stata inoltre anche la prima esperienza di formazione lavoro per donne in esecuzione penale esterna ed ex detenute.

In positivo tale sperimentazione ha dimostrato che percorsi articolati di reinserimento possono realmente avere il risultato del recupero del valore della legalità e della dignità delle persone, dando atto che l'obiettivo della sicurezza sociale può essere perseguito anche attraverso programmi di reintegrazione sociale.

Positive sono da ritenersi soprattutto le iniziative finalizzate a rimuovere le condizioni di disagio che avrebbero potuto costituire un motivo ostativo per l'adesione al progetto: vedi il corso di alfabetizzazione, gli incontri di motivazione e l'attenzione alla situazione particolare delle donne, che si è concretizzata nell'attivazione di spazi adeguati per accogliere figli minori o per assisterli nello svolgimento dei compiti scolastici. Particolarmente significativa anche la costituzione della cooperativa per le donne.

7) Esistono altri progetti simili di risocializzazione nel territorio?

Al momento non esistono altri progetti analoghi di risocializzazione sul territorio rivolto alla fascia di soggetti adulti in esecuzione penale esterna, almeno nel territorio della provincia di Napoli.