ATTIVITA’ DI RICERCA: "MOTIVAZIONE – FORMAZIONE"

 

Ambiti di studio della ricerca

L'attività di ricerca psicologica del progetto si distribuisce nell'ambito delle attività strutturali dell'osservatorio interno ed esterno quali la selezione, la formazione e lo sportello psico-motivazionale.

 

Ricerca relativa alla selezione

 

Ricerca relativa alla formazione

 

Ricerca relativa allo sportello psico-motivazionale

Ricerca sulla relazione tra difficoltà dell'obiettivo e processo motivazionale

 

Tempi e risorse per l'attività di ricerca e studio sugli obiettivi su specificati

 

 

Tempi e risorse relativi alla progettazione della ricerca

 

 

Strumenti teorici di riferimento

Come specificato nel prospetto generale del progetto, le ricerche sono relative ai tre settori monitorati dai tre osservatori.

Esse si riferiscono al mondo del disagio e della reclusione, nonché all'analisi delle possibilità di reinserimento sociale e produttivo da parte dei detenuti

La ricerca dell'osservatorio interno riguarda la tipologia di reati e detenuti, quella dell'osservatorio esterno indaga l'ambiente di formazione di chi si dedica poi ad attività illegali, nonché le dinamiche interne al mondo delinquenziale.

Questi due ambiti possono essere raggruppati all'interno del campo di ricerca e studio di ordine psicologico; gli altri indirizzi di ricerca di tipo sociologico di ricognizione delle imprese presenti sul territorio, sul loro stato e sulle conseguenti prospettive occupazionali sono eseguite dall'osservatorio di impresa e pertanto non vengono qui né descritte né quantificate.

E' importante sottolineare quali sono le linee di ricerca attive, in relazione al processo di formazione e di motivazione.

Ma prima vale sicuramente la pena riferire l'idea ispirativa di base che informa e permea il nostro lavoro e quindi delineare da essa anche gli ambiti della ricerca.

Il primo riferimento culturale cui ci si intende riferire riguarda tematiche proprie alla così detta "psicopatologia progressiva", termine coniato da A. Benedetti per significare una modalità di approccio e comprensione della patologia psichiatrica alternativa a quella che la tradizione scientifica costruisce intorno al concetto di "regressione".

Questo accostamento alle tematiche proprie del fare psichiatrico è dovuto non certo alla necessità di medicalizzare l'esperienza in corso, né tanto meno di psichiatrizzarla; bensì costituisce un richiamo di ordine metodologico richiesto non solo in ambito psichiatrico in senso stretto, ma in tutte le fasi di una relazione che, pur non avendo e non cercando alcuna valenza curativa, si propone un compito di riscatto personale e sociale e quindi di pari passo anche il reperimento di un percorso di individuazione.

Appare utile richiamare i concetti di "psicopatologia progressiva" citando lo stesso autore che ne ha impostato le linee principali.

Inerisce alla tradizione del pensiero psicoanalitico il considerare gli aspetti psicodinamici dal punto di vista della regressione. Il concetto di regressione ha celebrato i suoi massimi trionfi là dove si è affermato che non sarebbe appannaggio soltanto del paziente, ma anche dello psicoterapeuta, perché anche i suoi vissuti e il suo linguaggio sarebbero di natura regressiva.

Le teorie psicodinamiche sono qualcosa in più che modelli ingegnosi qualora ci dessero la possibilità di recare aiuto e comprendere. Questo aiuto io l'ho trovato nell'inversione dialettica del concetto di regressione, cioè nella psicopatologia progressiva. Con questa espressione non intendo certo solo il progresso che in quanto progressione elimina la regressione. Si tratta piuttosto di procedere su un doppio binario e di una, per così dire, riedizione della psicopatologia in fase di evoluzione, la quale formalmente è simile a quella preterapeutica, e dunque si serve ancora delle forme psicotiche, ma per esprimere attraverso esse già delle intenzioni antipsicotiche, estrinsecare e integrare cioè contenuti comunicativi, autentici, che nel loro esitante avvio appaiono in certo modo una "dualizzazione dell'autismo" e che, se presi alla lettera, nel linguaggio della simbolizzazione possono avere quasi l'aria di una terapeutica "folie à deux"...

Si delinea da tutto ciò un progetto terapeutico: di una simile psicopatologia progressiva, anziché interpretarla riduttivamente o addirittura toglierla fisicamente di mezzo, noi ci preoccupiamo dello scambio dialogico e contribuendo alla sua formazione.

Il considerare la psicopatologia come un movimento della comunicazione, che in essa si articola, è un punto di vista insolito: esso significa che le transizioni comunicative devono farsi configurare dallo stesso mezzo che intendono trascendere, assomigliano talora a ciò che vogliono superare, così come, del resto, anche noi psicoterapeuti dobbiamo entrare in un rapporto peculiarmente simmetrico con i nostri pazienti.

In questa prospettiva la psicopatologia è accettata come spazio della comunicazione; grazie alle intenzioni che si formano in questo spazio abnorme, essa diventa progressiva, e in questa forma costituisce una sfida a quell'ambiente conservatore che, ostile ai non adattati, unicamente vorrebbe adattarli acquietandoli con psicofarmaci, anziché riconoscere in ciò anche un germe di movimento.

Nel corso di una simile psicopatologia progressiva il paziente si avvicina al suo terapeuta; ne assume i ragionamenti, così come questi, inversamente, partecipa ai simboli del paziente contribuendo a configurarli. Il medico si identifica con quel lato del paziente che, nell'impostazione dei problemi e nella possibilità di immedesimarsi con essi, potrebbe anche essere il suo, e altrettanto il paziente si identifica con l'Io coerente del terapeuta, guadagnando così egli stesso in coerenza

Sia nella supervisione sia anche nell'introspezione come terapeuta, si ha spesso l'impressione che nel fluido ambito intermedio in cui idee improvvise si scontrano tra loro, discostandosi dalle realtà soggiacenti alle norme sociali e configurando una mutevole realtà fantasmatica, si sviluppi un autismo a due che, in quanto fenomeno dualizzato, certamente significa anche la fine dell'autismo psicopatologico, individuale e privato del malato.

Nasce così un' "intersoggettività", che non è ancora "interpersonalità", ma soltanto un grado preliminare a quella più matura percezione nella quale la separata, autonoma persona del terapeuta diviene finalmente afferrabile per il paziente.

Nella progressione psicoterapeutica il soggetto transizionale, fatto di parti del paziente e di parti del terapeuta, è essenzialmente positivo, rappresenta cioè quell'evoluzione del paziente che risulta dalla sua introspezione delle parole del terapeuta, e dall'introiezione, da parte del terapeuta, della sua sofferenza. Questa doppia introiezione viene proiettata sul soggetto transizionale, figura fantasmatica che raccoglie così le forze di entrambi e agisce poi sul paziente più profondamente di quanto egli, limitato dai propri impulsi autodistruttivi, possa agire su di sé, e più profondamente anche del terapeuta stesso, in quanto il soggetto transizionale è metaforicamente il terapeuta con l'anima del paziente.

Ovviamente il passo riportato, che illustra il pensiero metodologico di A. Benedetti, può soltanto suggerirci una modalità di prassi le cui linee portanti sono trasposte dalla psicopatologia progressiva al nostro specifico lavoro, fino a costituire un riferimento pratico cui ispirarsi e contemporaneamente anche alcune utili riflessioni in ambito di ricerca.

Si vuole cioè ulteriormente sottolineare che l'accostamento che si intende proporre nel nostro progetto non è tra devianza psichiatrica e devianza sociale; bensì un accostamento tra prassi: la metodologia della conduzione di un gruppo e della strutturazione di un rapporto con i soggetti bersaglio del nostro progetto in relazione a quella descritta per il rapporto psicoterapeuta-paziente nell'ambito della psicoterapia progressiva.

 

I Area Campione: i soggetti bersaglio

 

  1. Colloquio individuale iniziale, orientato nella sua impostazione e nella sua lettura a posteriori a raccogliere dati circa alcuni temi preponderanti come:

 

 

Il materiale relativo a questo colloquio costituisce la scheda iniziale di ingresso nel progetto sintetizzando le informazioni su elencate in maniera analitica, queste informazioni costituiscono il primo materiale (annotato dai tecnici della motivazione) da elaborare in senso statistico.

 

  1. Colloqui individuali periodici da svolgersi nel corso dell'attività di sportello psico-motivazionale a scadenza bimestrale
  2.  

    Gli items di ricerca sono identici a quelli del primo colloquio; le informazioni di ordine anagrafico sono raccolte in senso evolutivo in presenza di modificazioni significative degli assetti sociali ed affettivi del soggetto-bersaglio.

    Dal confronto progressivo delle schede (compilate dall'operatore dello sportello psico-motivazionale) si desume quindi l'andamento diacronico degli items considerati e le variazioni di ordine descrittivo dei dati relativi alle fantasie di recupero e sulle prospettive relative (ultimi due parametri della scheda del colloquio iniziale).

    L'unico parametro nuovo di cui l'operatore dovrà tener conto riguarda la esistenza o meno di un circuito di frequentazioni extrafamiliari (amici del bar, circolo culturale o politico, vicini di casa, parenti etc.) e sul significato che eventualmente rappresenti per il s.b.

     

  3. interviste scritte (dai soggetti-bersaglio) sulle condizioni oggettive di vita all'interno del progetto (a scadenza mensile per i primi quattro mesi e poi bimestrale nel corso del lavoro presso le botteghe artigiane)

Elenco delle domande aperte:

Elenco delle domande a risposta multipla:

bassa media alta

basso medio alto

basso medio alto

II Area Campione: gli operatori della motivazione

  1. Reports periodici (a scadenza bimestrale) dei conduttori del gruppo motivazionale sulle dinamiche emerse all'interno del gruppo suddivise in due prospettive

 

  1. Lettura dei percorsi individuali dei soggetti-bersaglio
  1. Lettura del percorso del gruppo
  1. Incontro di supervisione a scadenza bimestrale tra i conduttori del gruppo psicomotivazionale, i responsabili degli osservatori interno ed esterno, il tecnico dello sportello psicomotivazionale, gli operatori di sostegno e di tutoraggio.

 

Gli incontri dovranno verificare:

Dai resoconti tematici di questi incontri, redatti schematicamente, si estrapoleranno informazioni relative alla coesione, cioè alla motivazione stessa, del gruppo dei tecnici della motivazione e degli operatori degli osservatori interno ed esterno.

 

III Area Campione: Famiglia e Plexus dei Soggetti Bersaglio

 

Dall'attività degli operatori del tutoraggio e dei volontari si dovranno annotare notizie tendenti a registrare dati circa le reazioni tensive e pratiche del plexus in cui è inserito ogni s.b.. In particolare può essere utile, nei limiti del rispetto del privato, notare:

Queste annotazioni, analizzate secondo le suddette chiavi di lettura, costituiranno reports periodici, a scadenza bimestrale, da incrociare e confrontare con le informazioni pervenute dagli altri strumenti di indagine.

Questa verifica consentirà di poter disporre di uno strumento di registrazione del lavoro in atto in ogni sua fase e, nella fase finale della ricerca, di ricostruire percorsi individuali e sociali secondo gli items già descritti.

Questo lavoro di ricerca, giova dirlo in chiusura di questo schema, non potrà, per sua intima e voluta fragilità, sublimarsi nel dato certo; può costituire solo un tentativo di rendere comprensibili e comunicabili alcuni fenomeni, emersi nel corso del lavoro di motivazione, sia internamente al progetto che esternamente ad esso.

 

scheda delle domande da proporre ai s. b. dopo una settimana di presenza presso le botteghe artigiane

Elenco delle domande aperte:

Elenco delle domande a risposta multipla:

bassa media alta

basso medio alto

basso medio alto

 

 

 

scheda-tipo somministrata ai soggetti bersaglio periodicamente

Elenco delle domande aperte

Elenco delle domande a risposta multipla

bassa media alta

basso medio alto

basso medio alto

 

 

scheda delle domande riproposta ai s. b. alla fine delle attivita' del progetto

Elenco delle domande aperte

Elenco delle domande a risposta multipla: (sottolineare la risposta scelta)

bassa media alta

basso medio alto

basso medio alto

 

 

 

La parte che segue riporta le schede di rilevazione dei dati raccolte periodicamente nell'ambito dei gruppi osservati.

Occorre anzitutto specificare che i valori riportati riguardano i dati bruti che possono essere ovviamente letti di per sé, per ciò che possono offrire all'attenzione di chi intendesse operare una personale riflessione.

L'operazione presentata invece in questa ricerca è, oltre all'enumerazione dei valori percentuali che esprimono l'incidenza dei singoli comportamenti nei vari momenti del progetto, il tentativo di metterli in relazione tra loro.

Ciò ovviamente comporta una soggettività della lettura ed un'arbitrarietà di estrapolazione di cui è giusto sottolineare le valenze unilaterali.

Si sono voluti creare dei collegamenti sulla natura dei quali ha enormemente influito la conoscenza del dato emotivo predominante emergente dal gruppo, si vuole cioè precisare, con queste note introduttive alla tabelle, che tutte le considerazioni emerse non possono prescindere, nella nostra valutazione, da questa contaminazione.

Ogni scheda verrà così corredata da un commentario che esprime, o cerca di farlo, le convergenze tra alcuni dati secondo quanto su detto.

Per i raggruppamenti tra gli items si è seguito un ordine logico di insiemi raggruppabili in schemi logici gerarchicamente superiori, secondo il pensiero di B. Russell.

Ad esempio gli items che esprimono genericamente difficoltà, oppure quelli riconducibili a facilitazioni, vengono considerati insieme come spie delle dinamiche presenti e degli atteggiamenti relazionali maggiormente evidenti.

Questa chiave di lettura consente di verificare l'andamento del gruppo proprio in relazione alle sue finalità, volte alla motivazione nei riguardi del progetto e, di conseguenza, anche all'atteggiamento generale nei confronti delle proprie storie personali, dei vissuti e, in ultima analisi, della modalità di essere nel mondo dei soggetti bersaglio.

Naturalmente i commenti apposti in calce ad ogni scheda vanno considerati quindi percorsi potenziali di lettura e non certo interpretazioni statistiche.

 

Note esplicative sui dati statistici

 

 

 

 

DATI GENERALI

Apr. 99

Mag. 99

giugno 99

Sett.99

Dic.99

Marzo 00

Mag00

medie

Tempi di spostamento

60 min

68 min.

83 min.

53 min

     

66 min

Costo di trasporto

6100

6325

6238

6285

     

6237

Ostacoli alla frequenza

47%

8%

8%

16%

18%

14%

0

16%

Difficoltà apprendim. manuale o sensoriale

27%

15%

8%

55%

25%

27%

10%

23%

Difficoltà dell'attenzione

47%

0%

8%

11%

20%

16%

12%

16%

Attribuzione di valore al lavoro in gruppo

93%

90%

85%

90%

95%

85%

90%

90%

Nuove conoscenze person. durante corso

93%

90%

85%

90%

70%

75%

60%

90%

Concordanza tra inclinaz. e arte appresa

55%

73%

73%

61%

65%

63%

60%

64%

Comunicazione con gli artigiani

83%

85%

77%

78%

80%

76%

65%

78%

Comunicazione interna al gruppo

70%

80%

77%

83%

73%

83%

80%

78%

In questa prima scheda si sono voluti raccogliere gli elementi di ordine generale riguardo l’atteggiamento dei soggetti bersaglio nei confronti del progetto.

Tralasciando i valori che riguardano i tempi e i costi di spostamento, il primo indicatore da considerare attiene ad una generica difficoltà, non meglio definita, ma presumibilmente attribuibile a sua volta ad una somma di fattori di vario genere e perciò assimilabile ad un atteggiamento generale nei confronti del progetto.

 

Ostacoli alla frequenza: esprime chiaramente questo atteggiamento perché, con il suo progressivo diminuire fino alla scomparsa, rappresenta una spia della tendenza ad accumularsi, nelle prime fasi del progetto, una serie di resistenze poco definite e forse anche per questo meno consapevoli.

La rilevazione di un indice così alto nelle fasi precoci ha consentito, in un’ottica di ricerca-monitoraggio, la tempestiva possibilità di correzione basata su di un incremento di incontri di tipo conoscitivo del progetto, di chiarimento sui suoi dati tecnici, di un maggior numero di informazioni fornite ai soggetti bersaglio anche allo scopo di dare più spazio alla possibilità di registrare resistenze più interne altrimenti mascherate.

Questa è presumibilmente una delle cause del rapido estinguersi dei valori inerenti detto item.

 

Difficoltà di apprendimento manuale o sensoriale: anche questo è un indice generale di maggior significato nei confronti dell’approccio al mondo del lavoro e quindi dell’impegno fisico e mentale che questo comporta.

Come per il precedente c’è un progressivo calo dei valori ma, a differenza di questo, nella parte finale del percorso ricompare con una forte presenza. Ciò potrebbe essere legato da un lato agli effetti della pausa estiva ma, forse anche in maggior misura, ad un progressivo aumento della consapevolezza del dislivello tra capacità tecnica posseduta e richiesta in questa fase.

Sul piano psicologico potrebbe essere letto come un prevalere di sentimenti di timore e di inadeguatezza anche se, incrociando i dati con le schede che riguardano le emozioni dei soggetti bersaglio, troviamo, proprio in corrispondenza di questo periodo il prevalere di sentimenti di sicurezza e di curiosità nei confronti del lavoro.

Ciò potrebbe darci delle indicazioni utili per comprendere l’esistenza di alcune divaricazioni della coscienza dei soggetti bersaglio che condizionano la discrepanza tra il vivere un sentimento e rappresentarne un altro.

 

Difficoltà dell’attenzione: l’andamento in progressivo calo testimonia una buona adesione al progetto. Del resto sarebbe stato difficile aspettarsi un’attenzione immediatamente alta considerando la distanza astronomica tra le attività proposte e quelle abituali dei soggetti bersaglio, la loro sostanziale novità.

 

Attribuzione di valore al lavoro in gruppo: valore costantemente altissimo, il gruppo è vissuto come protettivo e rassicurante, con la duplice possibilità di nascondersi in esso o di sentirlo in grado di consentire l’espressione dei propri vissuti.

Questi risultati suggeriscono che quanto meno è vissuta come valore altissimo la reciprocità dello scambio delle esperienze, prescindendo dalla specifica utilizzazione che di questa si possa fare. Viene vissuto come molto forte cioè il legame dell’appartenenza, intesa come qualità in sé, come talento senza polarità precisa.

 

Nuove conoscenze personali: anche qui livelli molto alti, a significare che il progetto ha fornito come prestazione specifica questa apertura mentale alla conoscenza basata sul confronto e sul rapporto interpersonale.

Questo item può essere letto come fattore di validazione rispetto al precedente e infatti ne ricalca l’andamento confermandone la lettura già fatta.

 

Concordanza tra inclinazioni e arte appresa: mediamente sempre alto con crescita ulteriore nelle fasi centrali del progetto, forse inizialmente si è scontato un po’ l’impatto tra arte fantasticata e reale, ma tutto sommato si può desumere che la scelta dell’attività lavorativa coincide con una certa aspettativa iniziale sostanzialmente non tradita.

 

Comunicazione con artigiani: Sempre altissima anche se in progressivo minimo calo forse in relazione all’avvicinarsi della fine del progetto che potrebbe aver risvegliato i fantasmi del disagio sociale.

In questa chiave la comunque trascurabile caduta può rivestire il significato dell’ emergere di alcune paure relative al futuro, paure mediate da un certo ermetismo insito nella comunicazione tra artigiani e soggetti bersaglio allorquando l’argomentare toccava temi relativi ad una possibile collaborazione post-progetto.

Da un lato spinte ambigue a chiedere rassicurazioni e dall’altro risposte evasive, pur espresse ambedue su di un piano formale corretto, pesano sulla qualità della comunicazione poco in termini assoluti, relativamente poco di più nei momenti di stress del progetto.

 

Comunicazione interna al gruppo: anche qui troviamo valori estremamente e costantemente alti, anzi tendenti se possibile ad incrementarsi, quindi con un andamento in parte simile al precedente per ciò che riguarda i dati iniziali e centrali, ma in parte diverso come linee di tendenza.

Esiste cioè una divaricazione della forbice tra i dati di questi due ultimi items: è come se con l’avvicinarsi di uno stress (fine del progetto con tutto ciò, in termini di vantaggi, che esso comporta) ci si sentisse ancora più rassicurati cercando comunicazione nel gruppo dei pari. Forse esistono alla base due motivazioni differenti che realizzano i comportamenti alla fine di un progetto: da una parte si chiede socialità allo scopo di condividere le ansie con i compagni di viaggio; dall’altra emergono differenze che alimentano l’insinuarsi di un certo grado di distanza nei confronti degli artigiani.

 

Richieste al progetto

Apr. 99

Mag. 99

Giugno99

Sett.99

Dic, 99

Marzo 00

Magg. 00

medie

Apprendimento capacità lavorative

66%

62%

62%

67%

62%

72%

80%

67%

Sostegno economico durante il corso

80%

100%

100%

100%

98%

90%

90%

94%

Aiuti nel reinserimento

27%

46%

31%

56%

40%

36%

30%

38%

Miglioramento personale

20%

33%

23%

33%

30%

14%

0%

22%

Ricerca di posto di lavoro

80%

46%

54%

78%

70%

54%

50%

62%

Miglioramento rapporti personali

13%

8%

8%

22%

18%

2%

0%

10%

Miglior comprensione della propria storia

0%

0%

15%

33%

12%

26%

20%

14%

Miglior comprensione delle proprie capacità

13%

8%

15%

22%

10%

18%

10%

14%

altro (specificare)

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

In questa seconda scheda sono raccolte le richieste al progetto inteso in tutte le sue parti, senza cioè distinguere tra gli argomenti di ordine strutturale da quelli più squisitamente personali.Rispetto alla prima scheda le domande sono maggiormente specifiche o, per meglio dire, poste in maniera più esplicita così da consentire una migliore espressione dei desideri connessi alla partecipazione al progetto.

Apprendimento di capacità lavorative: questa richiesta è costantemente su valori alti dimostrando comunque la sua centralità in un progetto che dichiaratamente si propone obiettivi di reinserimento sociale dei soggetti bersaglio.

Da notare che in coincidenza con la chiusura del progetto questa richiesta diventa ancora più pressante e ciò può essere spiegato in vari modi: probabilmente è il risultato di un atteggiamento compensatorio rispetto alle difficoltà che, con l'approssimarsi di un banco di prova ben più impegnativo rispetto alla bottega artigiana, si oppone alle ansie e ai fantasmi correlate agli ostacoli incombenti.

Sul piano psicologico potrebbe leggersi come una sorta di spostamento operato su di una consapevolezza di realtà: un investimento sull' oggetto -acquisizione di capacità pratiche- come luogo rappresentativo di conflitti che riguardano principalmente altri ambiti.

 

Sostegno economico durante il corso: questa è la richiesta di gran lunga maggiormente espressa, sempre su valori altissimi e costanti. Era facile prevedere questi risultati considerando la biografia e la provenienza sociale dei soggetti bersaglio, pertanto non crediamo ci siano commenti particolari al riguardo se non quello di sottolineare come, se pur ce ne fosse ulteriore bisogno, il disagio economico costituisce allo stesso tempo un dato sociale e una spinta motivazionale.

 

Aiuti nel reinserimento: questa richiesta si è espressa su valori costanti, con qualche picco ma complessivamente bassi.

Le considerazioni da fare su questi risultati potrebbero riguardare la buona comunicazione fatta ai soggetti bersaglio sui limiti del progetto, sulla sua funzione ben delineata e sui compiti ed obiettivi specifici proposti, o, altrimenti, la scarsa fiducia nei confronti di aiuti e sostegni disinteressati.

L'abitudine e la prassi, purtroppo diffuse, di considerare i progetti come il nostro finalizzati solo o quasi ad un vantaggio degli operatori stessi, assume ormai il valore di un dato culturale specifico che contraddistingue l'appartenenza ad un gruppo sociale piuttosto che ad un altro.

Nella dinamica interpretativa dei soggetti bersaglio permangono fortissime quindi le valutazioni sul progetto che prediligono pensarlo come un ulteriore sfruttamento sulla loro condizione, e questo da un lato è indubbiamente un atteggiamento proiettivo; ma dall'altro risponde a certe analisi, sia pur solo abbozzate ed enunciate, che contemplano elementi esperienziali incontrovertibili.

 

Miglioramento personale: al progetto non si richiedono particolari prestazioni al riguardo perché i valori si mantengono costantemente su valori medio-bassi.

A differenza di ciò che invece viene richiesto al gruppo di motivazione (vedi).

 

Ricerca di un posto di lavoro: in assoluto una delle richieste espresse con maggior vigore, soprattutto all'inizio del progetto allorquando raggiunge indici praticamente totalizzanti e forse questo potrebbe intendersi come un riflesso, uno strascico di una esigenza che precede e prescinde dal progetto stesso.

Questo ha dunque comportato, come detto, un valore di partenza elevatissimo e perciò ci sembra importante anche tener conto di come questo valore si sia evoluto nel tempo.

Esso è infatti precipitato subito e poi risalito repentinamente dopo la pausa estiva, quasi come se questa avesse avuto il potere di riproporre il vecchio schema interpretativo generale sulle offerte dei progetti di questo genere.

Nella valutazione incrociata con l'item relativo agli aiuti nel reinserimento, che ha indubbiamente un'accezione più generica, si può notare come la più precisa definizione di –ricerca di un posto di lavoro-, dia luogo a risposte su valori di adesione molto più alti, ma pur sempre globalmente in calo come valori assoluti.

Per il commento su questo calo valgono le stesse considerazioni già riportate nell'item incrociato.

 

Miglioramento rapporti personali: valori bassi, ancor più di quelli relativi ai miglioramenti personali con i quali è suggestivo operare un accostamento per la reciproca validazione.

 

Miglior comprensione della propria storia: valori bassi anche se in lenta salita nelle fasi finali del progetto come possibile conseguenza delle attività di motivazione che potrebbero aver positivamente condizionato la risposta a questo item.

Inoltre potrebbe aver contribuito anche il maggior grado di consapevolezza sul peso che la propria storia ha esercitato sulle scelte esistenziali in concordanza con un processo globale di coscientizzazione.

 

Miglior comprensione delle proprie capacità: Anche qui valgono in linea generale le stesse considerazioni già fatte sull'item precedente.

 

Altro: molto si potrebbe dire sulla totale assenza di richieste alternative a quelle proposte dalla scheda, in linea teorica ciò potrebbe dipendere da una carenza immaginativa dei soggetti bersaglio o, come rovescio della medaglia, da una totale esaustività delle proposte del progetto. Ovviamente non è possibile reperire alcun elemento che possa far propendere la nostra opinione per una delle due spiegazioni.

 

Richieste gr. motivazione

apr-99

mag-99

giu-99

Sett.99

Dic. 99

Mar. 00

mag-00

medie

Miglior conoscenza di sè

33%

54%

62%

67%

55%

59%

70%

57%

Miglioramento rapporti con gli altri

20%

31%

54%

67%

46%

50%

70%

48%

Scoperta di nuove capacità personali

73%

46%

54%

44%

56%

50%

50%

53%

Scoperta di nuove capacità di apprendim.

27%

15%

23%

44%

25%

35%

40%

30%

Ricerca di solidarietà

20%

33%

38%

56%

39%

23%

10%

31%

Aiuto per difficoltà perso-

-nali di tipo affettivo

53%

33%

8%

33%

33%

21%

10%

27%

Comprens, dinamiche delle scelte personali

0%

54%

0%

11%

15%

19%

20%

17%

Altro (specificare)

87%

8%

0%

0%

0%

0%

0%

19%

In questa terza scheda si sono volute raccogliere in maniera specifica le richieste rivolte al gruppo di motivazione e si è voluto sostanzialmente paragonarle alle analoghe richieste fatte al progetto in generale.

Dal raffronto tra le due schede si evince chiaramente il diverso atteggiamento, l’approccio totalmente opposto che le caratterizza e di conseguenza se ne può trarre una conclusione sulle linee generali.

Mentre al progetto si rivolgevano ansie e tensioni personali rivolte alla risoluzione dei problemi più specificamente strutturali dal punto di vista del sociale, al gruppo di motivazione venivano rivolte domande maggiormente centrate sul sé e su problemi relativi alle proprie relazioni.

Risulta chiarificatore al riguardo il diverso profilo delle risposte ed anche il loro evolversi nel tempo, per questo motivo le due schede andrebbero affiancate per assumere anche una valenza comparativa.

 

Miglior conoscenza di sé: valori globalmente medio-alti con tendenza praticamente costantemente in salita. Va sottolineato che da ciò se ne potrebbe dedurre una progressiva comprensione del ruolo e del significato del gruppo di motivazione in specie, per l’appunto, se si confrontano questi dati con quelli corrispondenti della scheda precedente (vedi items n. 4,6,7) dalla quale si evincono valori assoluti molto più bassi e quasi sempre in progressivo calo.

 

Miglioramento dei rapporti con gli altri: questo item è in reciproca validazione con il precedente: l’impostazione del gruppo di motivazione sottolineava costantemente l’importanza della relazione oggettuale come risultato anche di proiezioni soggettive. La consapevolezza di questa centralità nel lavoro motivazionale ha influito enormemente sul vissuto dei soggetti bersaglio: infatti sia i valori assoluti che le curve descritte possono essere praticamente considerati sovrapponibili.

 

Scoperta di nuove capacità personali: dopo un picco iniziale si mantiene su valori medio-alti costanti ma intermedi rispetto ai valori dei primi due items: viene vissuta cioè una certa gerarchia di valori che contempla al primo posto la miglior conoscenza di sé, al secondo la scoperta di nuove capacità personali ed infine il miglioramento dei rapporti con gli altri. Viene descritta cioè una certa tendenza al centripetismo che si ritiene utile considerare nel momento in cui ci si voglia relazionare a questa realtà con l’intento non solo di studiarla ma di porsi in una relazione trasformativa con essa.

 

Scoperta di nuove capacità di apprendimento: valori nettamente più bassi di quelli espressi nei confronti del progetto in toto (67% vs. 30%) (vedi scheda 2 item 1) ma con uguale andamento del profilo delle curve statistiche. Questo esprime un certo grado di sintonia di atteggiamento nei confronti e del progetto e del gruppo di motivazione con consapevolezza degli ambiti differenti nei quali agiscono le due istanze.

 

Ricerca di solidarietà: i valori espressi dai soggetti bersaglio sono medio-bassi, in ascesa nelle fasi iniziali ed intermedie del progetto ma poi progressivamente in calo fino al crollo finale.

Questo crollo potrebbe essere messo in relazione all’aumento della consapevolezza delle difficoltà altrui, una conferma statistica indiretta di questa possibilità potremmo trovarla nell’andamento degli ultimi due items della scheda 1 che testimoniano di un aumento della comunicazione interna al gruppo: ciò avrebbe potuto comportare una facilitazione di questa conoscenza e provocare una contrazione di questa richiesta.

 

Aiuto per difficoltà personali di tipo affettivo: la curva dei valori esprime un calo praticamente costante nonostante l’investimento medio-alto iniziale.

Se confrontiamo questo dato con quelli riguardanti invece la possibilità di comprensione delle proprie difficoltà vediamo che, con la caratteristica centripeta già sottolineata commentando i primi tre items di questa scheda (vedi), i soggetti bersaglio richiedono la comprensione della propria persona piuttosto che aiuti specifici in campo affettivo.

 

Comprensione delle dinamiche delle scelte personali: la curva evidenzia valori bassi con un picco intermedio e un’attestazione su valori finali medio-bassi.

Leggendo questi dati si può evincere che inizialmente non venivano richiesti al gruppo di motivazione particolari valenze di tipo interpretativo o analitico, che in seguito questo ha costituito una scoperta delle potenzialità del gruppo e che infine, nelle fasi finali del progetto, questa potenzialità ha subito un ridimensionamento.

Questo atteggiamento finale potrebbe essere legato all’emergere di resistenze specifiche facilmente immaginabili nell’ambito di un lavoro di gruppo e ancor più prevedibili se consideriamo la specificità del gruppo che stiamo considerando.

 

Altro: da un dato iniziale altissimo fino all’immediato azzeramento viene descritta una curva che può essere letta come un dato di ambiguità iniziale prontamente crollata o per reale comprensione dei limiti e degli ambiti del gruppo o forse per un aumento delle difese che ha impedito l’espressione di tematiche in qualche modo impreviste.

 

 

 

Richieste degli artigiani

apr. 99

Mag.99

Giu.99

sett. 99

Dic.99

Mar 00

Mag.00

medie

Osservazione tecniche

di produzione

75%

85%

54%

55%

55%

68%

70%

66%

Partecipazione a

momenti preparatori

74%

69%

72%

78%

73%

70%

70%

72,5%

Collaborazione in

compiti importanti

78%

77%

85%

78%

74%

58%

40%

70%

Collaborazione in

compiti marginali

74%

85%

31%

33%

30%

28%

30%

44,7%

Pulizia e manutenzione

64%

62%

62%

33%

31%

29%

10%

41,7%

Rifinitura del prodotto

50%

54%

62%

66%

68%

62%

60%

60,5%

Servizi esterni

22%

23%

8%

0%

7%

9%

20%

12,7%

Altro

4%

0%

8%

0%

0%

0%

0%

2%

                 

Preferenze apprendisti

               

Osservazione tecniche

di produzione

70%

62%

38%

33%

30%

29%

40%

43,2%

Partecipazione a

momenti preparatori

60%

63%

54%

55%

56%

58%

60%

58%

Collaborazione in

compiti importanti

90%

92%

92%

78%

77%

74%

60%

80,5%

Collaborazione in

compiti marginali

34%

38%

15%

11%

8%

6%

0%

16%

Pulizia e manutenzione

36%

38%

15%

0%

0%

9%

10%

15,7%

Rifinitura del prodotto

76%

77%

54%

44%

43%

40%

40%

53,7%

Servizi esterni

30%

38%

15%

33%

30%

35%

40%

31,5%

Altro

20%

15%

23%

11%

15%

17%

20%

17,2%

 

In questa quarta scheda sono raggruppati alcuni dati che dovrebbero aiutare a focalizzare l'attenzione del ricercatore su aspetti specificamente inerenti le attività lavorative svolte nelle botteghe degli artigiani.L'utilità di questa scheda riguarda un quid di pratico e concreto: le mansioni effettivamente richieste dagli artigiani ai soggetti bersaglio a confronto con le richieste preferite invece da questi ultimi nel corso della loro permanenza nelle botteghe.

Il paragone tra i valori espressi nelle due parti della scheda può essere investito di vari significati: in primis si evincerebbe l'aspettativa degli artigiani a paragone con quelle dei soggetti bersaglio nella loro evoluzione cronologica, inoltre si potrebbe considerare l'andamento delle reciproche richieste posizionandole e considerandole anche in relazione all'andamento generale del gruppo di motivazione.

Vale comunque anche per queste considerazioni quanto già detto per tutte le altre schede: cioè che i piani di lettura possono essere infiniti e pertanto forse il servizio migliore che si può rendere a chi intendesse approfondire l'interpretazione di questi dati è quello di inquinarli il meno possibile e presentarli pertanto soprattutto come valori numerici percentuali astenendosi da ogni conclusione che possa apparire affrettata e parziale.

 

Richieste degli artigiani

Osservazione delle tecniche di produzione: valori sempre alti anche se leggermente in calo nelle fasi intermedie del progetto ma con sostanziale tenuta finale ed in valori assoluti. Da parte degli artigiani si è sostanzialmente molto tenuto a questo aspetto dell'apprendimento lavorativo basato sulla osservazione delle tecniche di produzione. Si noti invece come, nonostante questo valore sia stato sempre molto presente nelle intenzioni degli artigiani, agli occhi dei soggetti bersaglio appaia di valore notevolmente più basso: le medie finali infatti danno un 20% di differenza tra i due gruppi di risposte.

 

Partecipazione a momenti preparatori: questa è in assoluto la richiesta più frequente degli artigiani agli occhi dei soggetti-bersaglio, i valori espressi infatti sono altissimi e costanti in ogni fase del progetto, vissuta comunque quasi a livelli plebiscitari.

Questi due primi items di questa scheda sono molto affini tra loro, sia in termini numerici che soprattutto di significato: infatti simboleggiano una certa difficoltà negli artigiani ad introdurre i corsisti a compiti maggiormente impegnativi sul piano pratico. Hanno, per così dire, una sorta di valore dilatorio comprensibile sicuramente nelle fasi iniziali, ma un po’ meno nei momenti successivi nei quali, proprio sul coinvolgimento in compiti più concreti, potrebbe giocarsi la relazione tra i due gruppi in termini più personali.

 

Collaborazione in compiti importanti: i valori percentuali sempre alti, sia pur con un calo finale, esprimono l’intuizione da parte dei soggetti bersaglio del significato attribuito dagli artigiani a questo tipo di impegno; purtuttavia il dato che dal punto di vista statistico colpisce maggiormente è proprio il calo finale.

Che significato si può attribuire a questo fenomeno? Forse in un dato momento ha prevalso la paura o l’incapacità degli artigiani (non dobbiamo comunque dimenticare che si tratta sempre delle risposte dei soggetti bersaglio e quindi esse rappresentano un loro vissuto e non un atteggiamento desunto dalle risposte degli artigiani) di riconoscere il livello di perizia degli allievi.

Oppure nelle fasi finali é emersa una consapevolezza relativa alle difficoltà pratiche incontrate rispetto a compiti via via sempre più specializzati.

Si potrebbe anche ipotizzare che al termine del processo di formazione comunque le prestazioni richieste rappresentavano un grado di difficoltà maggiormente articolato; non andrebbe dimenticato inoltre anche l’aspetto più generale che tutto l’assetto del progetto ha imposto nel vissuto dei soggetti bersaglio: paure e fantasmi rispetto al futuro, un’ indiretta richiesta di maggiore maternage, tentativi di orientamento regressivo di prolungare l’attesa e di lasciare ancora molto spazio al vuoto e a risposte evasive sul proprio destino.

Questo dato generale desumibile praticamente da tutta l’inchiesta ci auguriamo fornisca uno strumento utile di riflessione sull’impostazione di qualunque intento trasformativo della realtà carceraria.

 

Collaborazione in compiti marginali: dopo una prima fase di valori percentuali altissimi che esprime una concordanza statistica con gli items 1, 2 e 3 di questa scheda (vedi), sottolinenando così le paure degli artigiani nelle fasi iniziali del progetto ad accogliere i corsisti nel cuore delle botteghe (atteggiamento comprensibile e anche con un certo valore pedagogico), i dati parlano di un progressivo affievolirsi di questa richiesta.

Analogamente essa ha occupato un posto progressivamente sempre meno centrale nelle richieste degli allievi e, in termini assoluti, su valori tendenti a scomparire.

 

Pulizia e manutenzione: c’è da rilevare la presenza di un lungo periodo in cui questa richiesta è risultata molto forte e al proposito le possibili interpretazioni potrebbero diventare complesse. Comunque ci sembra che questi valori possano esprimere due ordini di significati: da un lato essi possono essere accostati, nella loro lettura, a quell’atteggiamento che potremmo chiamare espulsivo degli artigiani e quindi rivestire una valenza analoga a quella riscontrata per gli items 1, 2 e 3 (vedi).

Ma d’altra parte essi potrebbero anche risentire di un fattore legato magari ad un certo tornaconto (la parola forse non è calzante, ma esprime solo una possibile dinamica; non certo un giudizio di realtà o ancor meno una considerazione di ordine etico) che più o meno consapevolmente emergeva come richiesta di scambio a fronte delle energie profuse dagli artigiani nel compito discente, e soprattutto della partecipazione ad un progetto difficile e praticato su di un terreno di frontiera.

Alla fine comunque il calo degli indici percentuali è stato vistoso e legato, forse, alla maggior comprensione sia del valore in sè della partecipazione al progetto sia dei compiti pedagogici richiesti.

 

Rifinitura del prodotto: nei vissuti dei soggetti bersaglio questa richiesta degli artigiani è costantemente presente con valori assoluti medio-alti. Forse questo compito, più che per la sua delicatezza, viene considerato come comunque reversibile, non condizionante il lavoro precedente e pertanto potenzialmente più corregibile e quindi meno costoso in termini di rischio.

C’é inoltre da notare il differente comportamento nel tempo di questo item: crescente sia pur di poco nelle richiste degli artigiani e calante nelle preferenze dei soggetti bersaglio (vedi item corrispondenti in questa scheda).

 

Servizi esterni: valori oscillanti ma sempre in un range medio-basso. C’é da dire che questa richiesta ha incontrato difficoltà oggettive ad essere formulata in virtù del regime di affidamento di molti dei soggetti bersaglio che imponeva comunque molte cautele anche di ordine custodiale.

Il dato speculare che emerge sottolinea anche l’affidabilità degli artigiani sul piano delle responsabilità non solo di ordine formativo ma anche di natura istituzionale.

Il paragone con il corrispondente item tra le preferenze degli apprendisti evidenzia in media valori nettamente più bassi (vedi item 7 della seconda parte di questa scheda).

 

Altro: possiamo definire statisticamente irrilevanti i valori attribuiti a questo item, in accordo, sia pur con qualche sfumata differenza, con gli analoghi valori espressi a proposito delle preferenze degli apprendisti (vedi item 8 della seconda parte di questa scheda).

 

Preferenze dei corsisti

Analizziamo adesso invece le preferenze dei corsisti in ambito lavorativo e soprattutto l'incrocio con gli stessi items attribuiti, nella prima parte della scheda, agli artigiani.

 

Osservazione delle tecniche di produzione: valori in pratica sempre in calo dopo un picco iniziale e su medie comunque inferiori alle richieste degli artigiani (v.m. 66% vs. 43%).

 

Partecipazione a momenti preparatori: la curva dei valori è costantemente alta e con comportamento analogo a quello esaminato nella prima parte della scheda anche se in valori assoluti nel vissuto dei soggetti bersaglio gli artigiani tenevano in misura maggiore a questo item (v.m. 72% vs. 58%).

 

Collaborazione in compiti importanti: questo è sicuramente e di gran lunga il desiderio maggiormente espresso dai soggetti bersaglio, relativamente ai compiti da svolgere in bottega, con percentuali plebiscitarie anche se con un certo calo dei valori finali. Questo calo potrebbe essere la spia, come si può evincere anche dall'analisi dell'andamento di altri items precedentemente commentati, di un processo di consapevolizzazione che potrebbe aver provocato qualche esitazione nel giudicarsi pronti a cimentarsi con compiti progressivamente sempre più difficili. Ad ogni buon conto le altissime percentuali espresse sono anche il risultato di una voglia di essere autonomi nei confronti del lavoro da svolgere e pertanto costituiscono un' utile spia del coinvolgimento dei corsisti.

Da notare infine come questi valori superino decisamente quelli della prima parte di questa scheda (valori medi 70% vs. 80,5%).

 

Collaborazione in compiti marginali: i valori espressi da questo item sono globalmente a livelli più bassi di quelli espressi in relazione alle richieste degli artigiani ma ne condividono l'andamento calante, indice questo di una sintonia quanto meno intesa nel senso di una linea di tendenza (valori medi 44,50% vs. 16%). Evidentemente comunque questo gap in termini assoluti rappresenta il diverso sentire dell'impegno in compiti marginali, forse vissuto dagli allievi come dequalificante e scarsamente formativo.

 

Pulizia e manutenzione: anche questo item ricalca, sia in termini di valori assoluti sia come raffronto con la corrispondente richiesta degli artigiani, lo stesso schema dell'item precedente (valori medi 41,50% vs. 15,50%).Queste due attività quindi, per lo meno dal punto di vista statistico, hanno significati analoghi e si possono ripetere le stesse considerazioni per ambedue: è un lavoro sentito come poco gratificante e scarsamente formativo. Dal punto di vista dei numeri quindi questi ultimi due item risultano reciprocamente convalidanti.

 

Rifinitura del prodotto: valori medio-alti ma in progressivo calo rispetto al corrispettivo della prima parte della scheda che invece assume nel tempo un valore sempre più considerevole (valori medi 60,50% vs. 53,50%). Forse questo dato potrebbe essere messo in correlazione con un'attribuzione di significato e di valore a questo item da parte dei soggetti bersaglio inizialmente magari un po' fantasticato e ricercato quasi come un riconoscimento di abilità personale; ma poi, nonostante le richieste crescenti degli artigiani, o forse proprio in virtù di queste, il decremento risulta significativo. Probabilmente nella dinamica di questo comportamento potrebbe essere risultato preponderante anche quel processo di progressiva consapevolizzazione tipico delle ultime fasi del progetto e già rilevato anche nelle considerazioni relative alle schede precedenti.

 

Servizi esterni: su valori medio-bassi costanti ma più alti in relazione al corrispettivo della prima parte della scheda (valori medi 12,75% vs. 31,50%). La differenza in termini assoluti di questi valori testimonia da un lato l'oggettiva difficoltà già accennata nel commento all'item corrispettivo; ma in più forse il valore più alto espresso dai soggetti bersaglio potrebbe essere in relazione al desiderio di vivere la misura alternativa anche come occasione di maggior spazio alla libertà personale. Un peso altrettanto significativo nella lettura di questo valore andrebbe anche attribuito al vissuto storico dei detenuti nei confronti delle misure alternative in genere concepite esclusivamente come un' escamotage burocratica per accedere ad una qualità di vita migliore rispetto alla detenzione. Per questo forse i servizi esterni, pur non rappresentando una parte importante nell'acquisizione di tecniche lavorative specifiche, vengono comunque desiderate e ricercate.

 

Altro: valori costantemente bassi anche se maggiori dei corrispettivi espressi dagli artigiani (valori medi 17,25% vs. 2%) e senza specificazioni particolari. Queste risposte potrebbero essere lette come un tentativo di evasione rispetto ai compiti richiesti e questo forse aiuterebbe a comprendere anche il perché della loro maggior rappresentazione nelle risposte dei soggetti bersaglio.

 

Emozioni

Apr.99

Mag-99

giu-99

sett. 99

Dic.99

Mar,00

mag-00

medie

Apprendisti

               

Speranza

56%

54%

31%

78%

58%

54%

60%

56%

Paura

20%

15%

8%

11%

7%

5%

10%

11%

Indifferenza

5%

0%

0%

0%

3%

1%

10%

2,50%

Timidezza

15%

23%

0%

11%

9%

9%

10%

11%

Sicurezza

20%

46%

54%

67%

80%

86%

80%

62%

Diffidenza

4%

8%

0%

0%

2%

0%

0%

2%

Curiosità

58%

69%

38%

89%

66%

68%

60%

64%

Incertezza

28%

23%

8%

11%

2%

0%

0%

10,5%

Distacco

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

Altro

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

                 

Emozioni

               

Artigiani

               

Speranza

46%

46%

31%

67%

52%

50%

50%

48,5%

Paura

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

Indifferenza

9%

0%

8%

0%

13%

10%

20%

7%

Timidezza

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

Sicurezza

43%

46%

54%

56%

44%

48%

40%

49%

Diffidenza

15%

15%

8%

11%

8%

10%

10%

11%

Curiosità

20%

31%

8%

56%

42%

40%

40%

34%

Incertezza

0%

8%

8%

0%

13%

14%

20%

9%

Distacco

4%

0%

0%

0%

2%

0%

10%

2,50%

Altro

25%

23%

8%

11%

8%

9%

10%

13%

 

In questa quinta scheda sono raccolti segnali consapevolizzati dell’evolversi di alcuni movimenti emotivi molto schematicamente definiti e denominati. Differente sarà l’impressione che ne trarrà il lettore rispetto al resoconto discorsivo degli eventi significativi o ritenuti tali.

L’accostamento dei due piani di lettura può comunque proporre riflessioni di svariato significato: il nostro intento comunicativo intende raggiungere proprio questo obiettivo e non certo quello di voler dimostrare tesi precostituite.

A maggior specificazione di questa scheda, va detto che le risposte, anche quelle riferite agli artigiani, così come nelle schede precedenti, sono sempre formulate dai soggetti bersaglio e pertanto potrebbero risultare in larga parte di natura proiettiva.

 

Emozioni apprendisti

Speranza: valori medio alti con andamento più o meno costante fino alla fine. Parrebbe inutile sottolineare come invece il resoconto delle sedute spesso evoca grandi segnali di lutto e di perdita se non per dire che, ai fini statistici, anche la motivazione di non venir meno al progetto per immediati benefici personali o per continuare a recitare una finzione a vari livelli della propria persona, alimenta la risposta positiva di presenza di questo item anche se di valenza paradossale.

Sarebbe come dire che noi intercettiamo il valore speranza (o altri di questa scheda) senza peraltro poter assolutamente comprenderne il contenuto (speranza di che?).

 

Paura: questa emozione é stata costantemente su valori bassissimi, ma senza mai scomparire e, considerando la paura un’ esperienza in qualche modo più diretta e riconoscibile rispetto ad altre, la sua costante presenza rende la cifra di un quid di maggiormente interiore che ha comunque segnato il cammino dei soggetti bersaglio.

 

Indifferenza: praticamente assente, valori trascurabili solo all’inizio e alla fine delle rilevazioni statistiche. Volendo sottolineare queste tracce e attribuire ad esse un sia pur esiguo significato, potremmo dire che l’indifferenza in queste due fasi sarebbe maggiormente leggibile come un prevedibile meccanismo di difesa nei confronti di cambiamenti (inizio del progetto, fine del progetto e inizio della vita senza progetto).

 

Timidezza: valori molto bassi e comunque in calo ma comunque presente in quasi tutte le rilevazioni. Risulta abbastanza naturale che un simile item esprima valori progressivamente calanti, é infatti naturale che con il progredire della conoscenza reciproca cadano alcune barriere relazionali. A questo proposito esso riveste più un significato di validazione delle risposte in toto che di riferimento all’atteggiamento "timidezza". Per avere un ulteriore forma di spia della veridicità delle risposte, pur considerando e non ripetendo qui i discorsi già accennati sul significato delle statistiche in un progetto come il nostro, abbiamo inserito anche degli items con significato sovrapponibile: in questo senso timidezza ed incertezza (vedi in questa scheda item n. 8) costituiscono un test di validazione reciproca.

 

Sicurezza: i valori rilevati sono molto alti e in costante crescita, forse questo vissuto, nella sua non facile determinazione, esprime quanto meno una certa padronanza nei confronti del progetto.

L’approfondirsi del rapporto con gli artigiani e con il gruppo di motivazione ha provocato comunque un accesso facilitato all’altro, sensazione probabilmente così pregnante da oscurare, sul piano della rilevazione statistica, molte difficoltà ed incertezze realmente provate.

 

Diffidenza: praticamente assente dopo un piccolissimo valore iniziale, comprensibile e anzi probabilmente sottostimata dagli stessi soggetti bersaglio.

Sempre relativamente alla validazione reciproca tra items, va detto che la diffidenza, insieme a indifferenza, timidezza,incertezza e distacco, costituisce una categoria di vissuti di segnale intuitivamente opposto rispetto agli altri (speranza, sicurezza e curiosità ne sono il logico contraltare, mentre la paura é significante di vissuti emotivamente più forti) e pertanto ne era prevedibile il comportamento statistico coincidente.

 

Curiosità: i valori sono costantemente alti a testimoniare comunque quanto meno un elevato livello di tensione verso il nuovo che si proponeva nel progetto.

Forse a determinare questo risultato hanno confluito spinte provenienti da un lato dalla richiesta relativa al nuovo inteso in senso "tecnologico" (il know how) e dall’altro al nuovo inteso in senso più personale e motivazionale.

Riteniamo che molti dei soggetti bersaglio non abbiano in realtà mai assolutamente potuto esperire modalità culturalmente differenti da quella di appartenenza anagrafica o di quartiere e fondamentalmente per questo il livello della curiosità é stato sempre elevato.

Il commento che verrebbe di fare a chiosa di questa riflessione sul dato statistico non riguarda molto la validità dell’oggetto (il progetto) come stimolo culturale; ma piuttosto la reclusione del soggetto in una realtà monodirezionata, omogenea e totalizzante (perchè comprensiva di tutti i bisogni ed i desideri dell’individuo), molto più di quella carceraria, e agente già prima dell’istituzione burocraticamente intesa.

Si vuole cioè sottolineare il paradigma di partenza doxico-ideologico del gruppo dei soggetti bersaglio consistente in una rigida gerarchia di princìpi che, nei fatti sociali, ha già immolato e sacrificato sull’altare della propria sopravvivenza ogni forma di curiosità verso princìpi differenti.

Il venir meno della forza totalizzante, ovverossia il progetto come luogo di decompressione doxico-ideologica, ha fatto riemergere dal profondo l’esigenza a conoscere, magari in forme e modi discutibili.

 

Incertezza: valori bassi e tendenti all’estinzione. Forse, oltre all’azione di traino reciproco tra gli items dello stesso segno, come già detto, ha giocato un ruolo determinante anche un quid di fondo della personalità tendenzialmente compulsiva dei soggetti bersaglio. In realtà non crediamo si possa attribuire una responsabilità diretta a qualcosa di soggettivo; bensì propendiamo verso l’ipotesi che sia compulsiva più che altro quella rigida gerarchia di princìpi cui si faceva cenno riguardo l’item precedente. Ma comunque questa è una discussione in termini statistici e non ha alcuna finalità, o meglio possibilità, di orientamento analitico.

 

Distacco: assente. La validazione crociata più evocabile per questo item é l’indifferenza, praticamente un sinonimo, e i valori sembrano suggestivi di una conferma alla convalida della veridica risposta al test.

 

Altro: assente. Sembra singolare che nessuno abbia avvertito altre sensazioni, o magari le stesse elencate ma chiamandole in un altro modo: noia, sconfitta, indecisione, timore, rabbia etc. etc.

Questo item, come tutti gli "Altro" che chiudono quasi tutti gli elenchi di domande, oltre che a mettere a disposizione dei soggetti bersaglio spazio per la loro personale elaborazione e definizione della loro presenza nel progetto, serviva a verificare un aspetto sovracategoriale: la disposizione mentale personale nei confronti dei tests.

Si può cioè ipotizzare che i tests siano stati vissuti passivamente, il che è diverso da un atteggiamento distruttivo nei confronti del test stesso: non c’è stata cioè falsificazione attiva ma piuttosto un subire il test con ovvio scarso entusiamo. Ma si sa che i tests non fanno in genere invaghire di sè.

 

Emozioni artigiani

Speranza: valori medio-alti con tenuta costante. L’andamento statistico è coerente con quello del primo item della prima parte di questa scheda ma con valori assoluti più bassi (56% vs. 48,5%). Pur all’interno quindi di una certa coerenza va segnalata comunque la differenza piccola ma esistente: per i soggetti bersaglio questo sentimento é più forte in loro che negli artigiani.

 

Paura: assente. Anche tra i soggetti bersaglio i valori sono bassi ( 11%) ma non tali da essere ritenuti trascurabili.

 

Indifferenza: praticamente assente e con valori assoluti e curva statistica sovrapponibili a quelli espressi dai soggetti bersaglio (2,5% vs. 7%).

 

Timidezza: assente. Da segnalare che invece dal punto di vista dei valori assoluti i soggetti bersaglio esprimono una cifra non trascurabile (11%) rispetto a questo item.

 

Sicurezza: costantemente su valori medio-alti ma con curve statistiche non congruenti poichè qui questo valore tende a rimanere immodificato; mentre tra i soggetti bersaglio tende a salire. Inoltre compare una certa differenza per ciò che riguarda i valori medi assoluti (62% vs. 49%). Naturalmente questo non vuol dire che i soggetti bersaglio si siano ritenuti più sicuri degli artigiani, piuttosto potrebbe essere considerata una richiesta a questi ultimi di tipo regressivo, un maternage, comprensibile tra l’altro, a dimostrarsi maggiormente convinti. Questo dato può essere ovviamente interpretato come si vuole, ma sembra collegato allo scarso livello di coinvolgimento motivazionale fornito esplicitamente dal progetto agli artigiani che invece hanno agito maggiormente sulla preesistenza di motivazioni personali.

 

Diffidenza: valori bassi e costanti con piccolo picco iniziale coincidente con quello dell’item corrispondente della prima parte della scheda e in media assoluta maggiori (2% vs. 11%). Questa piccola differenza se da un lato registra un’ovvietà, dall’altra comunque testimonia la presenza di una lettura non senza lati negativi dell’atteggiamento degli artigiani.

 

Curiosità: valori medio-bassi con andamento sostanzialmente non dissimile a quello dall’item corrispondente della prima parte di questa scheda. La netta prevalenza della curiosità nel vissuto dei soggetti bersaglio (64% vs. 34%) sottolinea il forte senso di novità che questo progetto ha per loro rappresentato rispetto alle regole sociali: di ciò si é già fatto cenno precedentemente.

 

Incertezza: valori sempre bassi con picco nelle fasi finali del progetto. Interessante notare come le due curve riferite allo stesso item si comportino in modo diamentralmente opposto e, nonostante la loro sostanziale congruenza in termini assoluti (10,5% vs. 9%), pertanto vadano lette come la spia di una fenomeno in controtendenza reciproca. Come dire che mano a mano che scomparivano le incertezze tra i soggetti bersaglio, parallelamente questi sentivano un aumentare delle perplessità da parte degli artigiani. Risulta difficile interpretare il dato e soprattutto sembra impossibile comunque affermare l’esistenza di un nesso di causalità unidirezionale.

 

Distacco: anche qui valgono gli stessi discorsi fatti a commento della prima parte di questa scheda riguardo la validazione reciproca tra items simili e pertanto non é opportuna ripeterla. Da sottolineare comunque la sostanziale sovrapponibilità dei dati in termini assoluti.

 

Altro: valori medio-bassi inizialmente e poi in netto e rapido calo nelle fasi finali del progetto. Questo dato potrebbe essere anche messo in relazione ad una difficoltà di lettura da parte dei soggetti bersaglio delle emozioni degli artigiani, in un certo senso potrebbe esprimere quindi un basso livelli di conoscenza interpersonale nelle primas fasi del progetto.

 

 

Dati generali uomini

         

medie

Tempi di spostamento

 

t.m. 24'

       

Costo dei trasporti

 

4500

       

Ostacoli alla frequenza

80%

75%

62,50%

12,50%

20%

50%

Difficoltà di apprendim. manuale o sensoriale

84%

75%

62,50%

25%

24%

54%

Difficoltà dell'attenzione

49%

50%

25%

12,50%

9%

29%

Attribuzione di valore al

lavoro di gruppo

100%

100%

100%

100%

100%

100%

Nuove conoscenze

personali durante il corso

100%

100%

100%

100%

100%

100%

Concordanza tra inclinazioni

e arte appresa

20%

12,50%

50%

50%

54%

37,50%

Comunicazione con gli

artigiani

65%

62,50%

75%

69%

73%

69%

Comunicazione interna al gruppo

45%

50%

75%

56%

55%

50%

 

Questa é la prima scheda che riguarda gli uomini e pertanto vanno ovviamente ricordate le modalità di lettura già accennate prima della disanima delle schede delle donne: per questo non saranno qui ripetute; ma se ne vuole comunque sottolineare l’importanza e la necessità di tenerle sempre presenti.

Inoltre c’è ancora da ricordare che, mentre per le donne sono state fatte sette rilevazioni, per gli uomini queste sono state cinque e ciò per un motivo preciso che riguarda esclusivamente la durata differente del progetto tra il gruppo uomini e quello delle donne. Per quest’ultime infatti, al di là dei vincoli burocratici, il progetto ha fornito anche un prolungamento necessario per l’avviarsi di un’esperienza di mercato autonoma, anche se assistita, in campo artigianale.

La sostanziale concordanza dei risultati raggiunti, dal punto di vista degli items esaminati in questo lavoro di ricerca, rappresenta comunque un’ulteriore conferma della sua veridicità (con i limiti ed i significati già più volte ricordati).

 

Ostacoli alla frequenza: Come per le donne questo indicatore generale riguarda sostanzialmente un atteggiamento generale, la valenza di un generico approccio nei confronti del progetto che risente di aspettative e storie di vita marcatamente pregnanti.

Idealmente perciò questo primo items rappresenta in ogni caso un aspetto molto più determinato da fattori di tipo biografico che dalla qualità del progetto.

Può così leggersi il calo molto forte che i valori hanno espresso: una progressiva integrazione negli ambiti in cui i soggetti bersaglio si sono trovato ad operare.

Risulta inoltre da sottolineare la concordanza tra le curve espresse nei due gruppi riguardo questo item e pertanto anche qui va ricordato che forse il piccolo aumento finale (di valore comunque modesto) può esser messo in relazione con la consapevolezza che le proprie capacità, alla fine del progetto, vengono maggiormente messe alla prova.

 

Difficoltà di apprendimento manuale e sensoriale: i valori riscontrati descrivono una curva decrescente con cifre all’inizio altissime e poi costantemente in calo. Questo potrebbe essere causato da un progressivo impadronirsi delle tecniche da parte dei soggetti bersaglio e comunque sembra un messaggio di progressiva e sostanziale integrazione in una modalità di comportamenti e ritmi di vita all’inizio molto difficili da acquisire.

 

Difficoltà dell’attenzione: valori da altissimi a bassissimi descriventi una curva analoga a quella del gruppo donne a conferma di quanto già detto a loro proposito.

La considerazione da fare quindi é nel senso di una conferma delle maggiori difficoltà all’inizio del progetto e ciò può costituire un utile segnale a futura memoria: sarebbe necessario intensificare da subito gli sforzi su questo problema magari proponendo un’attività didattica modulata.

 

Attribuzione di valore al lavoro in gruppo: le percentuali bulgare se da un lato destano perplessità dall’altro quanto meno non possono essere cancellate.

Forse, concordemente a quanto già verificato col gruppo donne, anche qui esprimono una richiesta di appartenenza che, dipendendo da esigenze più profonde, si proietta sul valore gruppo investendolo di desideri arcaici.

 

Nuove conoscenze personali: piena concordanza anche qui col gruppo donne con valori plebiscitari. Inoltre c’è da osservare la piena sovrapponibilità con l’item precedente a conferma e validazione reciproca.

 

Concordanza tra inclinazioni e arte appresa: valori medio bassi e crescenti ma mai elevati. Forse questo andamento è espressione di due fenomeni: da un lato, come per le donne, si é scontato un po’ l’impatto tra lavoro fantasticato e lavoro reale; dall’altro, a differenza delle donne, parrebbe aver un certo ruolo anche un processo di adattamento che ha dovuto tener conto di un approccio ad un lavoro più duro, più materiale, meno concordante con le inclinazioni culturali dei soggetti bersaglio.

 

Comunicazioni con gli artigiani: valori medio alti e in progressiva crescita. Qui c’è da registrare una differenza col gruppo donne: manca quel piccolo calo finale e anzi, anche se in minima misura, si assiste al fenomeno contrario. Questa differenza potrebbe esser dovuta alla diversa strutturazione dei lavori proposti ai soggetti bersaglio: mentre alle donne si é offerto un ventaglio piuttosto ampio di possibilità e di scelte, il gruppo uomini é stato da subito inoltrato nelle officine degli autocarrozzieri.

Ciò potrebbe aver diversificato la relazione e la comunicazione mettendo le donne a confronto con qualcosa che, rappresentando comunque un dato culturale condivisibile (il lato artistico o culturalmente affine al domestico dei lavori proposti), permetteva anche un investimento affettivo responsabile dei sentimenti di lutto e perdita finali.

E il gruppo uomini invece ha avuto minor occasioni di accesso ad un rapporto con gli artigiani capace di assumere valenze più profondi.

 

Comunicazione interna al gruppo: valori medio alti e costanti concordemente al gruppo donne. Si conferma quindi un certo effetto di arroccamento nel gruppo dei pari che in tal modo cerca risposte alle proprie ansie e manda così un segnale di ulteriore conferma di problematicità nei confronti degli artigiani. In ultima analisi si potrebbe aggiungere che questi valori alti sottolineano un alto livello di coesione del gruppo.

 

 

 

Richieste al progetto

         

medie

Risultati prog. metà percorso

Risultati prog. alla fine

Apprendimento capacità lavorativa

5%

0%

12,5%

25,%

20%

12,5%

12,50%

25%

Sostegno economico durante il corso

45%

50%

50%

50%

55%

50%

50%

62,5%

Aiuti nel reinserimento

80%

75%

50%

62,5%

55%

62,5%

62,5%

50%

Miglioramento personale

5%

0%

50%

25%

45%

25%

25%

50%

Ricerca posto di lavoro

30%

25%

87,5%

50%

80%

54%

12,5%

37,5%

Miglioramento rapporti personali

5%

0%

12,5%

13%

11%

8%

12,5%

25%

Miglior comprensione della propria storia

0%

0%

12,5%

13%

16%

8%

12,5%

37,5%

Miglior comprensione delle proprie capacità

65%

75%

25%

63%

43%

54%

50%

62,5%

Altro

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

0%

In questa seconda scheda degli uomini, così come per l’analoga somministrata al gruppo donne, sono raccolte le richieste al progetto inteso in tutte le sue parti, senza cioè distinguere gli argomenti di ordine strutturale da quelli più squisitamente personali.

Inoltre sono state richieste alcune risposte riguardanti la valutazione sui risultati del progetto, sulla sua capacità cioè di rispondere sul piano concreto alle richieste concrete dei soggetti bersaglio.

La riflessione successiva alla disanima dei risultati di questa scheda ci porta ad enumerare alcuni concetti di ordine generale.

In primo luogo c’é da dire che prevalgono le richieste di stampo lavorativo su quelli più squisitamente personali, poi che la comparazione tra i valori espressi al riguardo delle richieste rispetto a quelli relativi alla valutazionre dei risultati sono sempre a favore di questi ultimi tranne che per l’item -aiuti nel reinserimento-.

 

Apprendimento di capacità lavorative: valori da molto bassi a medio bassi in concordanza con la valutazione dei risultati raggiunti a metà e a fine percorso.

Da notare il comportamento profondamente diverso di questo item se paragonato al corrispondente delle donne (vedi scheda 2 donne): anche qui forse giocano i fattori già ricordati a proposito della diversa natura dei lavori proposti ai due gruppi e quindi anche del diverso approccio psicologico culturale derivante.

 

Sostegno economico durante il corso: valori medi costanti abbastanza concordanti con la valutazione sui risultati. Colpisce invece la netta differenza rispetto al gruppo donne maggiormente incline a chiedere sostegni economici: é difficile interpretare questo dato se non addentrandosi in complicate quanto discutibili ipotesi psicologiche, ipotesi comunque che esulano dal nostro lavoro di ricerca.

 

Aiuti nel reinserimento: valori da altissimi a medi e con andamento quindi concordante con quello relativo alla valutazione dei risultati.

Si può anche considerare una sostanziale concordanza con i risultati delle donne e quindi ripetere alcune considerazioni: il dato potrebbe essere in relazione ad una buona comunicazione fatta dagli operatori circa le finalità del progetto o anche, come già detto, ad un giudizio culturale differente dal nostro sui valori etici di un progetto.

 

Miglioramento personale: come già per il gruppo donne i soggetti bersaglio non nutrono grosse aspettative nei confronti del progetto su questo tema. Anche sul piano della valutazione dei risultati si apprezza una concordanza, con valori in crescita ma su valori medio bassi.

Da ripetere la considerazione delle diversificate richieste che i soggetti bersaglio hanno formulato nei confronti del progetto e del gruppo di motivazione, basta controllare il comportamento degli items equivalenti (vedi prossima scheda).

Anche il raffronto con gli items -miglioramento rapporti personali- e -miglior comprensione della propria storia- propone una chiara sovrapponibilità generale di tutti i dati rendendo ancora più evidente il forte valore attribuito alle richieste di ordine sociale (vedi items n. 1,2,3 e 5 di questa scheda) poste in una posizione prevalente tra le richieste al progetto.

 

Ricerca di un posto di lavoro: valori concordemente da bassi a medi sia per ciò che riguarda le richieste che per i risultati ottenuti. Dunque una differenza di approccio rispetto al gruppo donne, per le quali forse era più a portata di mano un’idea di posto di lavoro in qualche modo maggiormente affine alla loro cultura, meno da imparare da capo.

Ciò imporrebbe alcune considerazioni sulla natura del lavoro proposto dal progetto come fattore motivante: forse la maggior difficoltà incontrata nell’apprendimento delle tecniche specifiche ha determinato negli uomini una demotivazione; mentre nelle donne la maggior vivibilità del periodo di apprendistato e una qualità più intima del rapporto personale con gli artigiani hanno finito per costituire un ulteriore fattore di motivazione. Si tratta del manifestarsi, in forma statistica, di una antica e consolidata legge psicologica in campo motivazionale: esiste un valore-limite di difficoltà, soggettivo e difficilmente determinabile, al di qua del quale il compito viene vissuto come troppo facile e perciò dequalificante e demotivante, e oltre il quale invece è considerato troppo difficile e perciò irrangiungibile, cioè analogamente demotivante.

 

Miglioramento rapporti personali: valori da bassi a medio bassi per quanto riguarda sia le richieste che la valutazione dei risultati; comunque risulta maggiore il risultato ottenuto della richiesta fatta. Esiste concordanza anche rispetto agli analoghi valori delle donne, sia in cifre assolute che relativamente all’andamento statistico in debole crescita, e all’altro item di questa scheda (n.4) con funzione di reciproca validazione.

 

Miglioramento comprensione della propria storia: anche qui risultati concordanti tra richieste e risultati dal punto di vista dell’andamento della curva; da notare però anche qui lo stesso fenomeno dell’item precedente: i valori dei risultati sono maggiori di quelli delle richieste.

Sostanziale sovrapponibilità con il comportamento dell’item analogo delle donne.

 

Miglior comprensione delle proprie capacità: qui si nota un comportamento differente della curva dei valori attribuiti alle richieste rispetto a quella relativa ai risultati ottenuti. I valori in assoluto risultano da altissimi ad alti per le richieste e da medi ad alti per i risultati. Da segnalare inoltre la notevole differenza con il gruppo donne che ha espresso al riguardo una percentuale notevolmente più bassa, come se in partenza possedessero una maggiore consapevolezza del proprio valore e quindi non avessero bisogno di ulteriori conferme dal progetto.

In ultima analisi queste riflessioni ci potrebbero indurre a considerare e ad evidenziare la grande differenza di approccio esistente tra i due gruppi conseguenza a sua volta di fattori molteplici e difficilmente affrontabili nell’ambito di questa nostra ricerca.

 

Altro: anche qui, come già detto per le donne, la totale assenza di richieste differenti rispetto a quelle proposte nella scheda, potrebbe far pensare ad una sorta di carenza immaginativa o ad un’esaustività del progetto (ipotesi cui non ci sentiamo di aderire).

 

 

Richieste al gruppo di motivazione

         

medie

Risultati prog metà percors

Risultati alla fine

Miglior conoscenza di sè

25%

0%

75%

75%

75%

50%

87,5%

100%

Miglioramento rapporti con gli altri

50%

50%

62,5%

62,5%

66%

58,%

37,5%

50%

Scoperta di nuove capacità personali

5%

0%

37,5%

75%

67%

36%

75%

37,5%

Scoperta di nuove capa- -cità di apprendimento

10%

0%

37,5%

12,5%

25%

17%

12,5%

37,5%

Ricerca di solidarietà

36%

50%

12,5%

50%

40%

38%

25%

12,5%

Aiuto per difficoltà personali di tipo affettivo

15%

0%

25%

12,5%

10%

12,5%

37,5%

25%

Comprensione dinamiche delle scelte personali

20%

0%

37,5%

12,5%

14%

17,%

25%

25%

Altro

6%

0%

12,5%

0%

2%

4%

0%

0%

 

In questa terza scheda degli uomini, così come quella per le donne cui si invita a riferirsi per un confronto costante, si sono volute raccogliere in maniera specifica le richieste rivolte al gruppo di motivazione e si é voluto sostanzialmente paragonarle alle analoghe richieste fatte al progetto in generale.

Anche qui dal raffronto tra le due schede si evince chiaramente il diverso atteggiamento e l’approccio totalmente opposto che le caratterizza e che rendono possibile una riflessione di ordine generale, sovrapponibile a quella fatta per il gruppo precedente: mentre al progetto in toto si rivolgevano ansie e tensioni rivolte alla risoluzione dei problemi più specificamente sociali dal punto di vista del sociale, al gruppo di motivazione venivano rivolte preferibilmente domande centrate su sè e su problemi relativi alle proprie relazioni.

E’ inoltre utile leggere le quattro schede (seconda e terza donne e seconda e terza uomini) in maniera comparativa così da poter maggiormente evidenziare gli aspetti concordanti alla riflessione suddetta.

 

Miglior conoscenza di sè: valori relativi e alle richieste e alla valutazione dei risultati raggiunti in forte crescita, con concordanza anche rispetto ai valori espressi dalle donne. Affiancando inoltre questi valori a quelli espressi dagli items 4, 6 e 7 della scheda precedente, diventa visibile la chiara distinzione che i soggetti bersaglio hanno percepito tra il progetto ed il gruppo di motivazione.

 

Miglioramento dei rapporti con gli altri: anche in questa scheda i valori espressi sono alti ed in crescita sia per le richieste che per i risultati e ciò, considerando il profondo lavoro del gruppo di motivazione sull’importanza dei valori soggettivi e proiettivi nei confronti della qualità delle relazioni interpersonali, a convalida anche dei risultati relativi all’item precedente col quale é in reciproca validazione.

 

Scoperta di nuove capacità personali: valori in forte crescita sul piano delle richieste; in forte calo invece su quello della valutazione dei risultati ottenuti quasi a voler sottolineare un elemento di delusione nei confronti del proprio desiderio.

Inoltre, mentre nel gruppo donne in valori medi si esprimeva, come già detto, una certa gerarchia che faceva pensare ad una prevalenza di spinte centripete sull’asse sè-altro; tra gli uomini si assiste ad un certo sovvertimento di questo asse.

Infatti, nell’ordine dei valori medi espressi durante tutto il progetto, l’item maggiormente presente risulta quello relativo al miglioramento dei rapporti con gli altri, segue la miglior conoscenza di sè ed infine la scoperta di nuove capacità personali.

Forse all’interno di questo diverso modo di rapportarsi si possono ravvisare elementi esplicativi in una logica ascrivibile alla psicologia della differenza, o anche conseguenze della diversa tipologia di lavoro proposto, o al diverso profilo di problemi rappresentato dai due gruppi nel senso della loro composizione sociale. Non si può trascurare inoltre la differente situazione nei confronti dell’abuso di sostanze.

 

Scoperta di nuove capacità di apprendimento: valori bassi altalenanti tra le richieste e bassi ma in crescita nella considerazione dei risultati; maggior concordanza invece rispetto ai valori espressi dal gruppo donne che esprime un andamento sovrapponibile anche se con valori leggermente più alti.

Anche nei confronti dell’analoga richiesta espressa nei confronti del progetto si assiste ad una sostanziale concordanza di risultati (vedi scheda 2 degli uomini, item n.1).

 

Ricerca di solidarietà: mentre i valori delle richieste restano praticamente sempre costantemente su cifre medie, la valutazione dei risultati esprime un calo analogo al crollo finale già registrato nel gruppo donne per ciò che riguarda le richieste (vedi scheda n. 3 item n. 5). Volendo trovare una spiegazione si potrebbe ripetere quella già ipotizzata per l’altro gruppo: la forte tenuta dei valori di comunicazione interna al gruppo (vedi scheda n. 1 uomini items nn.6, 9 e 10) ha reso possibile anche la comunicazione di contenuti che hanno reso ancor più consapevole la precarietà dell’altro, e quindi sminuito la sua figura come possibile fonte di solidarietà.

 

Aiuto per difficoltà personali di tipo affettivo: i valori bassi delle richieste o medio bassi ma in calo dei risultati ottenuti sono rassomiglianti a quelli espressi dal primo gruppo. Quindi anche qui prevalgono le richieste di maggior conoscenza (vedi i primi due items di questa scheda), anche se non così centripete come apparirebbe tra le donne, rispetto ad un reale intervento di aiuto da parte dell’altro.

Un’ ulteriore considerazione andrebbe fatta tenendo presente anche l’andamento emotivo del gruppo di motivazione, conosciuto ovviamente per altra fonte e non certo evincibile dai dati presentati in questa ricerca: un ruolo assolutamente preponderante é stato esercitato, come già detto relativamente ad altro, dall’atteggiamento nei confronti dell’uso di sostanze.

Il maggior appiattimento emotivo (non sentimentale) indotto dalla sostanza ha in una certa misura funto da polo di attrazione delle richieste, così da anestetizzare ogni altro problema e relativizzare le richieste di aiuto.

 

Comprensione delle dinamiche delle scelte personali: valori costantemente medio bassi sia tra le richieste che tra i risultati, quindi concordanti con quelli espressi al riguardo dal gruppo donne.

Come già detto ciò potrebbe essere in relazione con l’emergere di considerevoli quote di resistenza nei confronti di un discorso che, durante tutta la vita del gruppo di motivazione, ha consapevolmente rischiato di divenire un discorso analitico.

 

Altro: valori trascurabili ubiquitariamente e concordanti con un certo atteggiamento di difesa, già evidenziato nell’item precedente, che poco o nulla ha concesso sul piano della fantasia, ovviamente sempre in relazione all’evidenziazione su di una scheda di un qualcosa d’altro troppo debordante da potersi racchiudere in una parole tanto piccola.

Richieste degli artigiani

         

Medie

Osservazione tecniche di produzione

45%

50%

38%

62,5%

55%

50%

Partecipazione a momenti preparatori

50%

25%

75%

50%

50%

50%

Collaborazione in compiti importanti

25%

0%

87,5%

0%

33%

29%

Collaborazione in compiti marginali

45%

50%

13%

12,5%

5%

25%

Pulizia e manutenzione

35%

0%

50%

50%

31%

33%

Rifinitura del prodotto

70%

75%

25,%

12,5%

4%

37,5%

Servizi esterni

15%

25%

0%

25%

19%

17%

Altro

10%

0%

12,5%

12,5%

6%

8%

             

Preferenze apprendisti

           

Osservazione tecniche di produzione

15%

25%

25%

50%

51%

33%

Partecipazione a momenti preparatori

70%

50%

62,5%

25%

20%

45%

Collaborazione in compiti importanti

83%

75%

87,5%

75%

75%

79%

Collaborazione in compiti marginali

30%

25%

25%

0%

4%

17%

Pulizia e manutenzione

30%

0%

50%

25%

20%

25%

Rifinitura del prodotto

50%

50%

37,5%

50%

40%

46%

Servizi esterni

4%

0%

0%

25%

12%

8%

Altro

20%

25%

12,5%

12,5%

15%

17%

 

 

In questa quarta scheda, così per le donne, sono raggruppati alcuni dati che dovrebbero aiutare a focalizzare l’attenzione del ricercatore su aspetti specificamente inerenti le attività lavorative svolte nelle botteghe degli artigiani.

Valgono quindi i medesimi suggerimenti di confrontare le due parti della scheda tra loro (tenendo sempre conto che le risposte, anche quelle che riguardano gli artigiani, sono sempre espresse dai soggetti bersaglio) e con le risposte relative all’andamento del gruppo di motivazione.

 

Richieste degli artigiani

Osservazione delle tecniche di produzione: valori medi e costanti praticamente in tutte le fasi del progetto a testimoniare e confermare, anche rispetto al primo gruppo, come, agli occhi dei soggetti bersaglio, appaia questa una richiesta primaria degli artigiani.

Non altrettanto accade invece rispetto alle preferenze dei corsisti che mostrano un interesse medio basso nei confronti dell’osservare le tecniche di produzione.

 

Partecipazione a momenti preparatori: anche qui troviamo valori medi e costanti e in termini di media assoluta sovrapponibili all’item precedente. Anche tra i corsisti comunque questa preferenza ha riscontrato un discreto successo e complessivamente, includendo anche i già citati risultati del gruppo donne (vedi scheda n. 4 donne items nn. 1e 2) che ha decretato un autentico plebiscito a questa preferenza, appare presumibile ipotizzare che questi momenti preparatori, così desiderati, simboleggino un po’ una tendenza di tipo dilatorio.

Se osserviamo nel loro insieme gli items che in qualche modo designano una tendenza ad una certa ritrosia da parte degli artigiani ad esercitare una funzione pedagogica propulsiva (items nn 1, 2, 4 e 5 delle schede 4 donne e 4 uomini) si può tentare di dare un certo peso e un certo corpo, assolutamente non trascurabili, a questa ritrosia.

Siccome questa parte del progetto riveste sicuramente un ruolo delicato riteniamo di poter segnalare questa difficoltà da affrontare con apposite contromisure (approfondire la formazione degli artigiani, motivarli nella prospettiva di un diverso orientamento narcisistico che riesca ad investire gli altri, rendere consapevoli le parti di ciò che in profondità avviene tra un maestro ed un apprendista etc.).

 

Collaborazione in compiti importanti: valori bassi ma con un picco altissimo a metà progetto forse dipendente da qualche fattore esterno di non facile lettura.

Quello che maggiormente colpisce nei raffronti incrociati con le preferenze degli apprendisti è invece l’enorme significato che questi ultimi hanno attribuito a questa richiesta (vedi nella seconda parte di questa scheda l’item n. 3).

Forse ha giocato un ruolo decisivo anche la qualità della comunicazione, per cui comunque potrebbe esser risultato difficile l’intendersi sia sulla definizione di "compito importante" sia sui reciproci desideri.

Fatto sta che questi risultati confermano, ne sono quasi una controprova, quelli relativi ai primi due items di questa scheda, confermando indirettamente anche quanto già detto per il grupo donne circa le paure e l’emergere di fantasmi negativi.

Ne consegue una certa evidenza di una tensione al non rischio e alla richiesta di protezione simboleggiata dalla non completa affidabilità, segnali tutti questi del manifestarsi di spinte regressive.

 

Collaborazione in compiti marginali: i valori bassi e tutti in deciso calo esprimono, contrariamente a quanto detto per l’item precedente, un atteggiamento positivo e di sviluppo. La tendenza a non richiedere compiti di per sè non educativi (troppo difficili o, come in questo caso, troppo facili considerando la parallela crescente acquisizione tecnica da parte dei soggetti bersaglio) é significante di maggior incisività nel rapporto pedagogico e quindi fattore centrale di successo di qualunque progetto.

I dati infatti risultano ubiquitariamente omogenei al riguardo (vedi lo stesso item in tutte e due le parti delle due schede) e quindi anche con funzione di reciproca validazione statistica.

 

Pulizia e manutenzione: valori medio bassi abbastanza costanti, ovviamente superiori alle preferenze dei corsisti, sui quali ricordiamo solo le considerazioni, già fatte per il gruppo donne, relative alle possibile dinamiche di tornaconto e al significato poco gratificante e qualificante che i corsisti gli attribuiscono.

 

Rifinitura del prodotto: valori da alti a bassi disomogenei rispetto all’item corrispondente di questa scheda che esprime valori costanti e, come media, più alti.

Si osserva una situazione diametralmente opposta a quella del primo gruppo in cui invece era alta la richiesta degli artigiani e calante quella dei soggetti bersaglio: questo dato, di difficile interpretazione, potrebbe essere relativo a vari fattori già altrove ricordati (differente lavoro proposto, diverso approccio tra i differenti generi, presenza della sostanza di abuso etc.).

 

Servizi esterni: valori stabilmente bassi. Anche qui ovviamente vale la stessa limitazione citata a proposito del gruppo donne: si tratta di gruppi che hanno limiti giudiziari ed istituzionali a questa richiesta e ciò ha indubbiamente condizionato il risultato.

Però appare di un certo significato un dato differente che emerge dall’incrocio dei valori tra le due schede corrispondenti: il gruppo donne esprime con evidente maggior incisività la preferenza per espletare servizi esterni. Si potrebbe da un lato considerare questo risultato come dipendente dal diverso approccio (per tutti i motivi più volte detti) dei due gruppi; ma dall’altro andrebbe anche considerato il differente peso e l’impedimento reale che le misure di sicurezza hanno avuto per ciascuno di essi.

 

Altro: valori stabilmente molto bassi, più ancora di quelli espressi dalle preferenze dei soggetti bersaglio ma in accordo con i dati emergenti dalla corrispettiva scheda (n.4) del primo gruppo.

Le domande relative a tutti gli items designati come "altro" sembrano suscitare scarso entusiasmo in tutti gli ambiti del progetto: ciò potrebbe suggerire considerazioni sull’appiattimento del desiderio, sulla sua scarsa capacità creativa, sulle difficoltà ad intravedere una soluzione non codificata. In ultima analisi una tendenza, solo presumibile, a rifugiarsi più nel paradigma del saper fare che in quello del saper pensare

 

Preferenze degli apprendisti

Analizziamo adesso invece le preferenze dei corsisti in ambito lavorativo e soprattutto l’incrocio con gli stessi items attribuiti, nella prima parte di questa scheda, agli artigiani.

 

Osservazione delle tecniche di produzione: valori medi ma sempre in leggera crescita, in media inferiori rispetto al corrispondente riferito agli artigiani (33% vs. 50%) e disomogenei rispetto al corrispondente del gruppo donne.

 

Partecipazione a momenti preparatori: valori da medio alti a medio bassi, in costante progressivo calo, in media inferiori rispetto alle richieste degli artigiani (45% vs. 50%)

e fortemente disomogenei rispetto a quelli espressi dal gruppo donne.

 

Collaborazione in compiti importanti: valori altissimi, costanti e molto superiori ai corrispettivi riguardanti gli artigiani (79% vs. 29%), appare quindi significativo quanto i corsisti tenessero a questo tipo di impegno vissuto evidentemente come altamente qualificante e quindi motivante, e quanto invece tale richiesta sia stata disattesa, sempre nel vissuto dei soggetti bersaglio, dagli artigiani.

Altissima risulta viceversa l’omogeneità statistica rispetto ai risultati del primo gruppo: infatti questo item ha espresso, sia per gli uomini che per le donne, i valori in assoluto più elevati della scheda.

 

Collaborazione in compiti marginali: valori bassi in costante calo e in assoluto molto inferiori a quelli corrispondenti della prima parte di questa scheda (17% vs. 25%).

Anche qui si conferma fortemente la congruità con i valori espressi dal gruppo donne sottolineando ancora una volta come questo compito sia vissuto dai corsisti come dequalificante e quindi demotivante.

 

Pulizia e manutenzione: valori medio bassi con andamento incerto ma comunque inferiori in media a quelli corrispondenti della prima parte di questa scheda (25% vs. 33%), si conferma inoltre ancora una volta come il richiedere ai corsisti compiti ritenuti inferiori rispetto ad altri, e quindi demotivanti, sia patrimonio comune dei due gruppi esaminati.

 

Rifinitura del prodotto: valori medi costanti nel tempo e superiori rispetto agli analoghi espressi relativamente alle richieste degli artigiani (46% vs. 37,5%). Come si vede, e come già notato relativamente al primo gruppo, si attribuisce un forte significato a questo compito, come se di per sè rappresentasse una promozione e la verifica di un avvenuta acquisizione tecnica.

 

Servizi esterni: valori bassissimi e inferiori a quelli espressi dagli artigiani (8% vs. 17%). Come già ricordato nel commentare gli items analoghi di questa e della scheda n. 4 delle donne con cui c’è una consonanza statistica, hanno molto pesato le condizioni oggettive giudiziarie di impedimento all’espressione delle preferenze dei corsisti e degli artigiani.

 

Altro: valori bassi e coincidenti con quelli espressi dalle donne ma, come già osservato a proposito del primo gruppo, superiori a quelli espressi dagli artigiani. Si conferma così un quid di fantasticato e di non chiaramente espresso che comunque é presente e gioca un ruolo di una certa rilevanza.

 

 

 

Emozioni

         

medie

Apprendisti

           

Speranza

85%

75%

50%

12,5%

5%

46%

Paura

10%

0%

25%

0%

6%

8%

Indifferenza

5%

0%

12,5%

0%

3%

4%

Timidezza

45%

50%

25%

12,5%

13%

29%

Sicurezza

45%

25%

50%

50%

40%

42%

Diffidenza

20%

25%

12,5%

0%

4%

12,5%

Curiosità

45%

50%

50%

37,5%

47%

46%

Incertezza

0%

0%

0%

0%

0%

0%

Distacco

10%

0%

12,5%

12,5%

6%

8%

Altro

15%

0%

25%

12,5%

10%

12,5%

             

Emozioni

           

Artigiani

           

Speranza

30%

25%

12,5%

37,5%

20%

25%

Paura

35%

25%

50%

12,5%

25%

29%

Indifferenza

35%

25%

50%

25%

30%

33%

Timidezza

20%

25%

0%

25%

15%

17%

Sicurezza

35%

25%

50%

12,5%

25%

29%

Diffidenza

12,5%

0%

12,5%

25%

20%

12,5%

Curiosità

30%

0%

37,5%

37,5%

20%

25%

Incertezza

6%

0%

0%

12,5%

2%

4%

Distacco

10%

0%

12,5%

12,5%

6%

8%

Altro

20%

0%

37,5%

12,5%

15%

17%

In questa quinta scheda relativa agli uomini sono raccolti segnali consapevolizzati dell'evolversi di alcuni movimenti emotivi molto schematicamente definiti e denominati. Differente sarà l'impressione che ne ricaverà il lettore rispetto al resoconto discorsivo degli eventi significativi o ritenuti tali, come già detto a proposito della analoga scheda delle donne.

Anche qui va comunque ricordato che le risposte, compreso quelle che riguardano gli artigiani, sono sempre espresse dei soggeti bersaglio.

 

Emozioni apprendisti

Speranza: valori espressi da altissimi a bassissimi pur conservando un valore di media assoluta rilevante e superiore a quella riferita agli artigiani. Da segnalare inoltre il diverso comportamento rispetto al corrispettivo item della scheda del primo gruppo che esprime un livello costante di speranza. Forse bisogna anche ripetere il concetto relativo a tutte le emozioni che segnaliamo in questa scheda: possiamo registrare, con tutti i limiti possibile e immaginabili, la presenza di un movimto emotivo ma non possiamo mai, per via statistica, decodificarne il contenuto.

 

Paura: emozione che possiamo considerare praticamente assente tra i corsisti, così come giá osservato tra le donne e invece sufficientemente rappresentata nelle attribuizioni agli artigiani su valori di una certa entità.

 

Indifferenza: anche qui i valori denunciano una sostanziale assenza di questo atteggiamento, come giá rilevato tra le donne. Viceversa il raffronto coi dati della seconda parte di questa scheda evidenzia una differenza netta: agli occhi degli apprendisti gli artigiani sono apparsi discretamente indifferenti.

Una probabile spiegazione di questa valutazione la potremmo rinvenire piú che altro nel bisogno dei soggetti bersaglio di un'attenzione piena e costante che alimenta un desiderio insaziabile e quindi in grado di ingigantire segnali di significato ambiguo.

 

Timidezza: valori in calo costante da medi a bassi come giá evidenziato nel primo gruppo ma in media maggiori di quelli riscontrati nella seconda parte di questa scheda.

Ció ci indurrebbe a pensare che, come giá detto, la scomparsa progressiva della timidezza costituisce una controprova della validitá del test, considerando logico e prevedibile, col proseguire del progetto, l'evolversi in calo di questo vissuto.

Inoltre appare altrettanto prevedibile che i valori attribuiti agli artigiani risultino significativamente superiori.

 

Sicurezza: valori stabili su cifre medio alte omogenee a quelle espresse dalle donne e quindi significative di un approccio al progetto da parte dei sogetti bersaglio sufficientemente fattivo.

Invece la sicurezza dimostrata dagli artigiani non appare sufficiente, come se una piccola, ma non trascurabile, ombra di sfiducia si insinuasse nella relazione tra corsisti ed artigiani e fosse proiettata soprattutto su questi ultimi.

 

Diffidenza: nella sostanza i valori espressi descrivono una curva di progressiva scomparsa di queso item, coerentemente a quanto giá verificatosi ta le donne.

Per ciò che riguarda le medie assolute invece si osservano valori perfettamente sovrapponibili tra le due parti di questa scheda e ancor più significativo appare il comportamento analogo di items con valore qualitativo consonante.

Indifferenza, timidezza, diffidenza, incertezza e distacco costituiscono, come già accennato (vedi scheda n. 5 donne), un insieme di vissuti negativi nei confronti

del progetto e pertanto la concordanza del loro comportamento statistico costituisce un attributo di credibilità del dato.

 

Curiosità: valori stabilmente medi e nettamente superiori a quelli attribuiti agli artigiani; ma nettamente inferiori a quelli espressi dalle donne (vedi scheda n. 5 item 7) a confermare da un lato una differenza di offerta ai due gruppi e dall’altro anche una loro sostanziale differenza di approccio dettato molto probabilmente da diversità di genere e quindi culturali. Valgono a questo proposito le riflessioni annotate a proposito del comportamento di questo item nel primo gruppo.

Ad ogni buon conto non va perso di vista il dato che, nel suo costante attestarsi su valori medi, risulta comunque, insieme alla speranza, il sentimento maggiormente rappresentato dai soggetti bersaglio.

 

Incertezza: assente ubiquitariamente e pertanto suggestive di una conferma alle riflessioni, relative alla scheda n. 5, evocate da questo stesso item: un quid di compulsivo potrebbe aver notevolmente contribuito a relegare nel non vissuto questo sentimento.

 

Distacco: anche qui, come per indifferenza, timidezza, diffidenza e incertezza, valori quasi assenti, a convalida reciproca e con gli items analoghi del primo gruppo.

 

Altro: quasi assente come per le donne; a differenza invece dei valori attribuiti agli artigiani che, pur se con valori bassi, sono comunque risultati di un certo peso.

 

Emozioni artigiani

Speranza: c’é da registrare la netta differenza di comportamento rispetto all’item corrispondente della prima parte di questa scheda: questi valori appaiono inferiori rispetto a quelli espressi dai soggetti bersaglio (25% vs. 46%) e con andamento costante. Coerentemente a quanto già considerato per le donne dunque la speranza é meno rappresentata dagli artigiani, non costituisce per loro un fattore di forte motivazione.

 

Paura: valori medio bassi quasi costanti, superiori a quelli dei soggetti bersaglio (29% vs. 8%) e anche a quelli espressi dalle donne (assente). Emerge un messaggio di paura dal gruppo uomini di una certa significatività specie in virtù della sua costante presenza, a significare qualcosa di non facilmente rimovibile perchè forse di natura più strutturale.

 

Indifferenza: anche qui valori medi quasi costanti, superiori a quelli della prima parte della scheda (33% vs. 4%) e a quelli delle donne: la maggior coesione del gruppo donne ha indubbiamente un suo peso nella spiegazione di queste diversità.

 

Timidezza: valori bassi costanti e inferiori a quelli dei soggetti bersaglio (17% vs. 29%) ma maggiori a quelli delle donne. A giudicare quindi da queste risposte la timidezza non ha nulla di femminile ma costituisce un atteggiamento più tipico del gruppo maschile.

 

Sicurezza: valori medi e costanti, inferiori però a quelli dei soggetti bersaglio (29% vs. 42%); ma é importante qui il dato di conferma rispetto all’analogo fenomeno occorso al primo gruppo.

In ambedue i casi notiamo questo gap come significante di una richiesta di maggior comunicazione di sicurezza e quindi di fiducia nel rapporto da parte dei corsisti.

 

Diffidenza: mentre dal gruppo donne emergeva la lettura di una maggior diffidenza degli artigiani rispetto alla loro, qui i valori sono perfettamente identici (12,5%).

Rimane comunque il dato di sostanziale uguaglianza nei confronti della valutazione dell’indifferenza degli artigiani tra i due gruppi, ad indiretta conferma della necessità di un processo motivazionale maggiormente attento nei confronti degli artigiani.

 

Curiosità: valori medi di molto inferiori a quelli dei soggetti bersaglio (25% vs. 46%), valgono le stesse considerazioni già fatte a proposito della scheda 5 donne: si conferma il forte senso di novità che questo progetto ha rappresentato per i soggetti bersaglio.

 

Incertezza: valori trascurabili (4%); ma comunque superiori a quelli dei soggetti bersaglio e inferiori a quelli delle donne.

 

Distacco: su valori molto bassi e uguali a quelli della prima parte di questa scheda a conferma di omogeneità anche a confronto del gruppo donne.

 

Altro: valori medio bassi superiori a quelli dei soggetti bersaglio (17% vs. 12,5%) così come era già avvenuto per il primo gruppo, a rafforzare la sensazione di una difficoltata lettura delle emozioni degli artigiani da parte dei corsisti.

 

 

Carenze progetto

Uomini

Collegamento col mondo del lavoro

87,50%

Sostegno economico

50%

Sostegno psicologico

25%

Sbocco lavorativo

75%

Altro

0%

 

In questa ultima scheda, somministrata solo agli uomini alla fine del progetto, si sono raccolte a bruciapelo le impressioni dei soggetti bersaglio sulle carenze del progetto.

Si é cosí voluto analizzare un dato che non é stato chiesto alle donne solo perché ancora coinvolte in un prosieguo di progetto e quindi, secondo una nostra ipotesi, ancora troppo immerse nelle dinamiche e nelle logiche del progetto per poter esprimere un parere a freddo.

Crediamo che la scheda, per la sua semplicitá, non possa essere travisata nel commentarne il dato numerico. Si nota che la carenza di gran lunga piú sentita riguarda il collegamento col mondo del lavoro, poi lo sbocco lavorativo, quindi il sostegno economico e in ultimo il sostegno psicologico.

Ovviamente rovesciando il dato si puó desumere che il gruppo motivazionale ha rappresentato un indubbio punto di forza del progetto e che, di converso, come era da aspettarsi, la carenza del progetto ha a che vedere con un problema ben piú In questa ultima scheda, somministrata solo agli uomini alla fine del progetto, si sono raccolte a bruciapelo le impressioni dei soggetti bersaglio sulle carenze del progetto.

Si é cosí voluto analizzare un dato che non é stato chiesto alle donne solo perché ancora coinvolte in un prosieguo di progetto e quindi, secondo una nostra ipotesi, ancora troppo immerse nelle dinamiche e nelle logiche del progetto per poter esprimere un parere a freddo.

Crediamo che la scheda, per la sua semplicitá, non possa essere travisata nel commentarne il dato numerico. Si nota che la carenza di gran lunga piú sentita riguarda il collegamento col mondo del lavoro, poi lo sbocco lavorativo, quindi il sostegno economico e in ultimo il sostegno psicologico.

Ovviamente rovesciando il dato si puó desumere che il gruppo motivazionale ha rappresentato un indubbio punto di forza del progetto e che, di converso, come era da aspettarsi, la carenza del progetto ha a che vedere con un problema ben piú generale e serio.

 

 

le scarpe e la strada

L’esperienza descritta in questo lavoro si è articolata in due fasi, di cui la prima intra-carceraria, o fase del lavoro teorico e la seconda extra-carceraria, o fase delle officine.

Nella prima fase, trimestrale, i soggetti-bersaglio hanno seguito un corso di apprendimento tenuto in carcere dai titolari delle autocarrozzerie ; nella seconda fase i soggetti-bersaglio hanno praticato il lavoro di carrozzieri, precedentemente appreso, direttamente nelle officine.

Il lavoro della motivazione, espletato attraverso incontri di gruppo, in effetti, è quello che si è mantenuto costante per tutta la durata del corso, fungendo da comune denominatore dell’esperienza e fornendo ai ragazzi uno spazio intermedio in cui mantenersi in comunicazione reciproca, rispetto ai propri bisogni e aspettative.

Il gruppo è composto da venticinque soggetti maschi di età media compresa tra 25 e 35 anni, con punte minime di 21-22 e massime di 38-39. I soggetti-bersaglio sono tutte persone con un percorso di detenzione complessivamente ancora ad uno stadio iniziale-medio, a decorrenza breve, per almeno la metà dei casi provenienti dal mondo della tossicodipendenza, con fine pena a breve termine, non condannati per reati legati all’appartenenza a cosche camorristiche. Per molti di loro questa non è la prima esperienza carceraria.

La selezione preliminare è avvenuta su di un pool iniziale di circa cinquanta soggetti-bersaglio, identificati dagli educatori e dalle vicedirettrici della casa circondariale. Le selezioni all’interno del carcere sono state espletate attraverso colloqui individuali effettuati da quattro tecnici (Enrico, Gilberto, Renato e Rosamaria, tutti medici con specializzazione in psichiatria).

La rosa definitiva dei candidati è stata concordata in una riunione plenaria con gli assistenti sociali e con gli educatori, in presenza del Direttore e delle vicedirettrici del carcere.

L’esperienza di gruppo ha avuto luogo per la durata di due ore, con decorrenza monosettimanale.

La struttura dell’esperienza di gruppo è stata la seguente : i soggetti seduti in cerchio. Al centro del cerchio due sedie affrontate destinate ad ospitare i disponibili (o che vengono invitati dal conduttore) a lavorare su di una problematica propria emotivamente scottante, rispetto alla quale, tuttavia, l’intero gruppo viene attivato. La struttura della seduta si apre con un giro iniziale e si chiude con un giro finale, in cui ognuno, in ordine di successione contigua, viene invitato a comunicare sui propri stati d’animo rispetto alle aspettative o rispetto ai vissuti che ha avuto modo di provare nell’esperienza che sta per avere o che ha avuto luogo. I conduttori si riservano di chiudere l’esperienza dell’incontro con una rielaborazione finale. La metodologia di conduzione del gruppo e fondata su un approccio integrato tra psicologia della Gestalt, psicodinamica, teoria dei sistemi. La modalità di coglimento e di comunicazione è di tipo fenomenologico. Il ricorso all’interpretazione è del tutto secondario e di limitata portata rispetto a strumenti di lettura e di rilevamento più diffusamente utilizzati, come la descrizione, la ridefinizione, la riformulazione, la messa a confronto.

 

 

Conclusioni

Per una ricerca il momento delle conclusioni risulta generalmente il più atteso perchè gli autori finalmente, dopo tanto ragionare, possono in tutta coscienza affermare che la loro tesi era valida; o che era valida quella opposta.

Il che non fa alcuna differenza ai fini del risultato della ricerca.

Una caratteristica fondamentale della nostra ricerca è un vuoto, una mancanza: non avevamo alcuna tesi da verificare o verità da affermare. O da negare.

Ogni supposizione iniziale, pre-giudiziale, era in definitiva il frutto di nostre conoscenze in larga parte mediate, filtrate da pre-concetti inerenti alla nostra condizione dell’esser posti in una posizione osservativa, quindi ai margini del campo.

Purtuttavia essere ai margini di un mondo frequentemente definito marginale rappresenta un’occasione di scambio: in quanto nei fatti esclusi dalle dinamiche predominanti nel sociale marginale, gli operatori del progetto hanno realmente "ricercato" quel mercato nel quale, sui banconi, si offrono pezzi di sè.

La frequente contaminazione di linguaggi, il sincronismo di crisi vissute sull’orlo di baratri emotivi, l’odio e l’amore nelle loro varie forme, simulate, dissimulate o offerte con iattanza, gli abbandoni, le morti, le passioni insostenibili, i racconti menzogneri e i tradimenti sono stati gli imprevisti, anzi gli avvenimenti imprevedibili che hanno fatto la storia di questa esperienza.

Storia dalla quale non c’è da imparare, semplicemente perchè, diceva Popper, la storia è finita in questo momento.

Quindi non c’era niente da dimostrare in questa ricerca proprio perchè sapevamo che, semplicemente, non c’era niente di prevedibile, nè che avrebbe potuto in futuro costituire elemento di prevedibilità.

Piuttosto cioè che ricercare spiegazioni o nessi, si è indugiato con piacere nello sconnesso, nel disordinato, nel confuso, forse perchè consapevoli che solo nell’ombra avvengono gli incontri.

Nell’ombra le evoluzioni degli operatori scambiavano oggetti animati con i ragazzi del progetto, come un qualunque pacchetto di sigarette lasciato scivolare eludendo la sorveglianza, spesso elegantemente distratta.

Al confine del gruppo, nella stanza accanto, nel caffè all’angolo, nell’androne o per le scale dell’associazione spesso si sono giocate partite mortali, si sono scambiati sguardi ultimativi.

E tutto tornava nelle tensioni di un gruppo che contraeva e dilatava la propria pelle, sempre sull’orlo (o già oltre?) di una deflagrazione, di un urlo, di un abbraccio, di una scommessa, di una sfida fino a rendere reciprocamente rappresentato ciò che conta, ciò che sento, quel che sono.

Il gruppo di motivazione ha costituito quindi il campo di una vera ricerca, quella ineffabile ricerca che nasce dalla sospensione, dall’attesa della mossa dell’altro che consente il momento dello sguardo.

Perciò queste conclusioni dovrebbero essere chiamate più correttamente sconclusioni: nel duplice significato di mancanza di tesi da convalidare e di rottura di uno spazio esistenziale chiuso fino a tentarne vicendevole trasformazione.

I poveri significanti che hanno riempito le domande delle nostre schede risultano così poca cosa rispetto ai processi del gruppo, parole afasiche che somigliano a rami secchi mentre cercano di descrivere sentimenti, motivazioni, compiti o preferenze e risuonano, eretiche, nel vuoto dell’altro.

Dati falsificabili, anzi in trepida attesa di falsificazione e che da essa possano ricevere legittimazione, numeri, schede e percentuali costituiscono semplicemente l’impresentabile della nostra ricerca.

Il presentabile, che si è "presentato", è impresentabile invece per questioni cronologiche.