Sull'ecologia

Viene oggi affermata (da vari partiti, movimenti, tendenze) l'analisi secondo la quale la nostra societÓ andrebbe verso una catastrofe ecologica semplicemente perchŔ l'uomo non Ŕ ben disposto verso la natura e l'ecosistema.
Queste teorie mettono comunque allo stesso livello i privilegiati e i non privilegiati, i ricchi e i poveri, i detentori del potere e chi lo subisce.
Che le concezioni di vita oggi, generino un comportamento antiecologico in persone di ogni ceto Ŕ evidente. Per noi Ŕ cruciale chiederci da dove provengano tali concezioni, per poterne capire le scelte e i problemi attuali, dobbiamo prendere in esame le cause sociali. I vari tipi di ecologia profonda, spirituale, misantropa, sono mistificanti perchŔ focalizzano l'attenzione sui sintomi piuttosto che sulle cause.
E' importante constatare che i problemi e le scelte fondamentali che pongono l'uomo e l'attuale societÓ contro la natura, nascono all'interno dello sviluppo sociale e non tra la societÓ/uomo e la natura; cosý come un atteggiamento aggressivo verso i propri simili di un bambino ha origine principalmente all'interno del suo gruppo familiare ed etnico.
Il capitalismo moderno, sostenuto dallo Stato, identifica il progresso umano nella produzione di beni e di servizi, nel controllo del flusso delle ricchezze, delle informazioni e delle risorse in genere. Essi vedono nella competizione e nell'affermazione di supremazie, nella ricerca del profitto e nella creazione di gerarchie - anche nella cultura e nell'arte - , le forze propulsive di ogni scelta umana e le ragioni d'essere della vita associativa.
Da tali concezioni di vita scaturiscono, ad esempio, oggi, opzioni energetiche come quella nucleare, o indirizzi di ricerca scientifica come quelli sulle biotecnologie, sull'ingegneria genetica e spaziale... tutte scelte che possono poi giustificare da un lato la militarizzazione del territorio e la necessitÓ dell'AutoritÓ e del controlo legislativo, mentre dall'altro garantiscono notevoli guadagni agli speculatori del settore. Anche laddove si parla di "capitalismo verde" o "Stato ecologico" le ricchezze non sono ugualmente ripartite e le scorie, di qualunque tipo siano, o sono smaltite altrove -terzo mondo- o sono ben nascoste agli occhi del cittadino medio.
In ultima analisi l'Uomo Ecologico tanto auspicato dalle variopinte organizzazioni ambientaliste, dovrebbe farsi carico di pulire non solo la spiaggia dove intende farsi il bagno, ma anche la societÓ dalle cause che generano tali storture: il principio di AutoritÓ con tutti i suoi epigoni.
Un discorso pi¨ lungo meriterebbe l'Ecologia Sociale con le idee di Democrazia Diretta, di Autogoverno e di Municipalismo Libertario che per˛ in questa sede non affrontiamo perchŔ il dibattito interno Ŕ ancora in atto.