Il termine bradisismo indica un insieme di fenomeni di lento movimento del suolo connessi ad una
grande varietà di cause geologiche, vulcanologiche ed anche legate alle attività dell'uomo. I
fenomeni bradisismici sono molto frequenti in aree vulcaniche attive ed in particolare nelle caldere.
Negli anni ottanta almeno 67 delle 138 caldere attive hanno manifestato fenomeni anomali. Le
deformazioni possono raggiungere entità dell'ordine dei metri ed anche superiori, in periodi compresi
tra qualche mese e qualche anno. Interessano aree estese anche decine di migliaia di chilometri. Le
cause del bradisismo non sono ancora comprese a fondo. Le due spiegazioni più accreditate
invocano un aumento di pressione all'interno della camera magmatica o in alternativa, più complessi
processi di dilatazione delle rocce superficiali sature di fluidi che costituiscono il riempimento della
depressione calderica.
La relazione tra il bradisismo nelle aree vulcaniche e le eruzioni resta comunque un problema
irrisolto. Infatti, soltanto in un numero limitato di casi al sollevamento del suolo corrisponde
un'eruzione.
Nei Campi Flegrei esistono evidenze geologiche che testimoniano di movimenti del suolo di alcune
decine di metri durante gli ultimi 10.000 anni. I fenomeni bradisimici degli ultimi due millenni restano
registrati sulle rovine del cosiddetto tempio di Serapide o Serapeo, il mercato coperto (macellum) di
epoca romana, costruito presso il molo di Pozzuoli nel primo secolo a.C..
Studi archeologici hanno rivelato che il pavimento dell'edificio fu restaurato circa tre secoli dopo la
sua costruzione, probabilmente a causa di un abbassamento del suolo. Fori dovuti a molluschi
litofagi sulle colonne principali dell'edificio hanno indicato ingressioni del mare dovute ad
abbassamenti relativi del suolo.
Lo studio dell'andamento nel tempo del livello del Serapeo indica un abbassamento massimo di circa
7 metri al di sotto del livello del mare nel XV secolo. Nelle ultime decadi che precedono l'eruzione
del M.Nuovo si verifica una rapida inversione del movimento con un sollevamento valutato in circa
11 metri. In base alle cronache dell'epoca nei due giorni che precedono l'eruzione si verifica un
sollevamento di alcuni metri. All'eruzione del Monte Nuovo segue un periodo di abbassamento che
dura fino al 1970, quando inizia un nuovo periodo di sollevamento. La prima fase di sollevamento
dura dal 1970 al 1972 e non è associata ad una rilevante attività sismica. Nel 1982 inizia una nuova
fase bradisismica che dura fino al 1984. Contrariamente alla precedente, questa crisi è caratterizzata
da una intensa sismicità. Il sollevamento del suolo totale verificatosi tra il 1970 ed il 1984 ammonta
complessivamente a circa 3 metri. Tra il 1982 ed il 1984 l'Osservatorio Vesuviano registra oltre
10.000 scosse sismiche delle quali circa un centinaio sono avvertite dalla popolazione. Il 4 ottobre
1983 si verifica un terremoto di magnitudo 4, il più forte registrato nei Campi Flegrei. Gli effetti sul
territorio corrispondono al VII grado MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg). Il 13 ottobre, in tre ore si
registra uno sciame di 250 terremoti ed il primo aprile 1984, in cinque ore vengono registrate oltre
500 scosse.
Nel mese di ottobre del 1983 la città di Pozzuoli viene evacuata e la popolazione viene trasferita nel
nuovo insediamento di Monte Ruscello. L'intervento dettato principalmente dal rischio imminente
rappresentato dalla fatiscenza degli edifici, rappresenta uno maggiori interventi di Protezione Civile
in Italia ed a livello mondiale. L'eruzione non si verifica. Le ricerche scientifiche sul bradisismo quale
possibile precursore di eruzioni subiscono sviluppi notevolissimi. Ma le cause del bradisismo restano
un problema aperto.