La proposta di armistizio non è
accettata da Championnet. |
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Mack invia il principe Andrea Pignatelli da
Championnet per riproporre l’armistizio. |
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I Francesi, dopo aver conquistato Capua, subiscono
gravi perdite.
Championnet decide di trattare non con il
re ma con la “Nazione”. |
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Le trattative sono affidate al duca
Del Gesso e al principe di Migliano
mentre Mack le vorrebbe affidate
alla “Città”. |
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Championnet è a Capua. I giacobini
napoletani, giovani nobili e intellettuali,
sostengono con le armi la
rivoluzione. |
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A Sparanise, località in Terra di
Lavoro, viene stipulato l’armistizio
con i francesi che pone fine al
periodo di guerra seguito all’invasione
borbonica della Repubblica Romana:
la Francia ottiene la fortezza di Capua
e una contribuzione di due milioni
e mezzo di ducati. |
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Ferdinando IV rifiuta l’armistizio
e invita Mack a non arrendersi.
Il popolo, che appoggia il monarca,
si arma, saccheggia il San Carlo
e apre le porte delle carceri.
Viene liberata Eleonora
Pimentel de Fonseca. |
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Pignatelli, contestato dal popolo,
fugge a Palermo. Il giorno
dopo è arrestato per ordine del
re. |
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Nella notte tra il 20 e il 21 Eleonora
Pimentel de Fonseca,insieme con
un gruppo di donne travestite
da popolane, si presentano
alle guardie del re che presidiano
Castel Sant’ Elmo con la scusa
di cercare scampo dai giacobini che le inseguono.
Il trucco funziona e i rivoluzionari s’impadroniscono
della fortezza. |
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Eleonora Pimentel de Fonseca e
gli altri rivoluzionari innalzano sul
castello la bandiera gialla, rossa e blu
della neo Repubblica Partenopea,
subito riconosciuta dalla Francia
e posta sotto la sua protezione. |
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L’armistizio tra la Francia e il Regno
borbonico dura poco.
Championnet invade Napoli per
sedare i tumulti antifrancesi.
Dopo tre giorni di violenti
combattimenti nelle strade tra
i partigiani della rivoluzione e
i “lazzaroni” fedeli alla monarchia
e alla religione, entrano in città
le truppe
francesi. Un corteo organizzato dalla
Confraternita del sangue di San Gennaro
tenta, a Porta Capuana, di sbarrare il
passo al generale Championnet . |
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Per ingraziarsi il popolo, il generale
Championnet obbliga l’arcivescovo
Capece Zurlo a far cantare il Te Deum
di ringraziamento e a far compiere
il miracolo di S. Gennaro.
Ma i ceti più poveri della città
restano
fedeli a Ferdinando IV, e la loro fedeltà
è rafforzata dalla pretese dei francesi
che,
nell’elenco dei beni da trasferire sotto
la proprietà della Repubblica francese,
inseriscono anche le fabbriche
di porcellane e arazzi e i preziosi reperti
degli scavi di Pompei. I patrioti repubblicani
vengono accusati di essere ricchi signori
indifferenti alle reali condizioni del popolo,
tanto che in seguito i contadini
della Calabria, Puglia, Basilicata
e Campania, organizzeranno
vere e proprie bande antirepubblicane,
che intoneranno canzoni come queste:
“A lu suono de la gran cascia, / viva sempre
lu popolo bascio / A lu suono deli
tammurielli /so risurte li puverielli! /
A lu suono de le campane, viva viva li
pupulane! / A lu suono de li violini,
sempre morte a’ giacobbini!” |
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Viene approvata una delle leggi più
innovative del periodo repubblicano:
l’abolizione dei fedecommessi e
delle primogeniture. Tra tutte le
“Repubbliche sorelle” instaurate
dai francesi in Italia, la napoletana
è quella di più breve durata,
ma
anche la più avanzata per progettualità
democratica e riformatrice, questo
grazie pure al patrimonio di esperienze
accumulato dai giacobini negli anni
di esilio in Francia o nei centri
repubblicani dell’Italia settentrionale. |
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Si costituisce il Governo Provvisorio della
Repubblica Partenopea presieduto da
Carlo Lauberg, la cui mente
èMario Pagano . Ne fanno parte
anche
alcuni rappresentanti delle logge massoniche,
diventati poi giacobini del Regno e fautori
della Repubblica, come Giuseppe Albanese
di Noci e Pasquale Baffi.Faranno parte del
nuovo Governo anche Giuseppe Abbamonti,
Nicola Fasulo, Raffaele Doria, Ignazio
Ciaia ,
Prosdocimo Rotondo, Gabriele Manthonè.
Domenico Cirillo, medico di corte, nonostante
il suo forte impegno riformatore,
rifiuta una carica ufficiale nel Governo
partenopeo; solo in un secondo momento
accetterà di far parte della
“Commissione legislativa” . |
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Esce il primo numero del
“Monitore napoletano”
di Eleonora Pimentel de Fonseca.
Dopo trentacinque
numeri e due supplementi,
l’8 giugno terminerà la
sua pubblicazione.
Altre testate, uscite in quei mesi,
affiancheranno il "Monitore"
come il "Corriere di Napoli e Sicilia",
il "Giornale estemporaneo"
e il "Veditore Repubblicano" . |
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Sbarca a Reggio Calabria il
Cardinale Fabrizio Ruffo con
un gruppo di soldati fedeli al re.
L’armata della “Santa Fede”
marcia attraverso la Calabria
arruolando “insorgenti” e contadini
decisi a cacciare gli invasori francesi.
Il cardinale Ruffo
si proclama il nuovo papa
(Pio VI è in esilio
in Toscana) e i “Sanfedisti”
vengono accolti dal popolo
come difensori della fede
e liberatori. La dinastia borbonica
rilegittima il proprio ruolo utilizzando
anche il largo consenso popolare,
mentre si conferma l’incomunicabilità
tra la borghesia rivoluzionaria
e i contadini.
Il Governo Provvisorio organizza
una, colonna di volontari, agli ordini
di Giuseppe Schipani, con il compito
di fronteggiare Ruffo. I volontari
non riescono a superare i monti
Alburni, sicché dopo la sconfitta
a Castelluccia rientrano a Napoli . |
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Sono istituite una Commissione di
Polizia e una Commissione
militare per snellire le procedure
giudiziarie. Si comincia inoltre
a discutere una legge
importantissima che deve eliminare
completamente i privilegi feudali.
Il progetto si arena tra interessi
particolari e considerazioni
di opportunità politica che
impediscono interventi radicali.
La legge sarà promulgata
solo il 25 aprile, quando è
ormai troppo tardi per
renderla operativa. |
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Championnet viene sostituito da Macdonald. |
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Il cardinale Zurlo emette un proclama
con il quale invita il popolo ad accettare
la Repubblica.
Un secondo proclama sarà emesso
il 5 aprile.
In aprile Giungono a Napoli le
notizie
delle prime sconfitte subite dai francesi
in Lombardia, per mano degli austriaci,
e in Piemonte, per mano dei russi.
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Su mozione di Mario Pagano sono
abolite la tortura e le pene
straordinarie. |
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Il grosso dell’esercito francese lascia
la Campania. Il governo repubblicano
di Napoli si trova alla mercé dei
“Sanfedisti” e della flotta dell’ammiraglio
Nelson. |
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Ad Ariano si congiunge alle truppe di
Ruffo un corpo di spedizione russo. |
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Il cardinale Ruffo infrange l’estrema resistenza
dei patrioti napoletani. I giacobini, disorientati
militarmente, contrappongono al cardinale
Ruffosolo il loro coraggio. La resistenza
maggiore si attua tra il Ponte della
Maddalena e il fortino di Vigliena,
comandato da Antonio Toscano.
Principale artefice di questa difesa è
la legione calabrese, nella quale
milita Giuseppe Poerio.
Calabrese è anche la colonna che assale
Vigliena, alla quale si aggiungeranno
alcune centinaia di russi. Mentre le navi
inglesi bombardano il fortino, si consuma
una cruenta guerra fratricida.
I giacobini, che hanno giurato di
vincere o morire, dopo tre giorni di
inutile resistenza danno fuoco alla polveriera
del fortino, tenendofede al giuramento dato.
I Sanfedisti conquistano
Vigliena facendo capitolaredefinitivamente
la Repubblica Partenopea . |

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L’ammiraglio Nelson fa impiccare Francesco
Caracciolo,
capo della marina napoletana . |
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Ferdinando rientra a Napoli tra feste,
balli e luminarie e scatena una feroce
repressione contro i patrioti . Il
desiderio di vendetta di Maria Carolina,
sorella di Maria Antonietta decapitata
in Francia, la volontà di Nelson
di sradicare il partito filo-francese
dal Mediterraneo e la reazione
religiosa suscitata da Ruffo contro
i nemici della fede, provocheranno un
vero e proprio massacro di patrioti. |
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Viene decapitato Gennaro Serra
di Cassano e nello stesso giorno
impiccata EleonoraPimentel
de Fonseca a cui non viene
concessa la decapitazione
risevata ai nobili.
Il suo stato di nobile portoghese
non viene riconosciuto dal re . |
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Sono condannati a morte Mario Pagano
e Domenico Cirillo, che aveva presentato
invano la domanda di grazia
a Lady Hamilton. |
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Cesare Paribelli e Francantonio
Ciaia, dopo aver inviato una
supplica a Bonaparte, scrivono una
lettera, a nome dei patrioti napoletani,
al generale Berthier, ministro della
guerra francese, affinché
questi svolga un’azione diplomatica verso
Ferdinando IV per porre fine alle esecuzioni
dei
giacobini. |
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Il principe di Cassano arriva da
Palermo a Napoli e col grado
di luogotenente generale e gran
capitano del Regno sostituisce
nel vicariato il cardinale Ruffo. |
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