Cronologia

    1799
 

La proposta di armistizio non è 
accettata da Championnet.

Mack invia il principe Andrea Pignatelli da 
Championnet per riproporre l’armistizio.

I Francesi, dopo aver conquistato Capua, subiscono gravi perdite. 
Championnet decide di trattare non con il re ma con la “Nazione”.

Le trattative sono affidate al duca 
Del Gesso e al principe di Migliano 
mentre Mack le vorrebbe affidate 
alla “Città”.

Championnet è a Capua. I giacobini 
napoletani, giovani nobili e intellettuali, 
sostengono con le armi la 
rivoluzione.

A Sparanise, località in Terra di 
Lavoro, viene stipulato l’armistizio 
con i francesi che pone fine al 
periodo di guerra seguito all’invasione 
borbonica della Repubblica Romana:
la Francia ottiene  la fortezza di Capua 
e una contribuzione di due milioni 
e mezzo di ducati.

Ferdinando IV rifiuta l’armistizio 
e invita Mack a non arrendersi.
Il popolo, che appoggia il monarca,
si arma, saccheggia il San Carlo 
e apre le porte delle carceri. 
Viene liberata Eleonora 
Pimentel de Fonseca.

Pignatelli, contestato dal popolo,
fugge a Palermo. Il giorno 
dopo è arrestato per ordine del 
re.

Nella notte tra il 20 e il 21 Eleonora 
Pimentel de Fonseca,insieme con 
un gruppo di donne travestite 
da popolane, si presentano 
alle guardie del re che presidiano 
Castel Sant’ Elmo con la scusa 
di cercare scampo dai giacobini che le inseguono.
Il trucco funziona e i rivoluzionari s’impadroniscono 
della fortezza.

Eleonora Pimentel de Fonseca e 
gli altri rivoluzionari innalzano sul 
castello la bandiera gialla, rossa e blu 
della neo Repubblica Partenopea, 
subito riconosciuta dalla Francia 
e posta sotto la sua protezione.

L’armistizio tra la Francia e il Regno
borbonico dura poco.
Championnet invade Napoli per 
sedare i tumulti antifrancesi. 
Dopo tre giorni di violenti
combattimenti nelle strade tra
i partigiani della rivoluzione e 
i “lazzaroni” fedeli alla monarchia
e alla religione, entrano in città le truppe
francesi. Un corteo organizzato dalla 
Confraternita del sangue di San Gennaro 
tenta, a Porta Capuana, di sbarrare il 
passo al generale Championnet .

Per ingraziarsi il popolo, il generale 
Championnet obbliga l’arcivescovo 
Capece Zurlo a far cantare il Te Deum
di ringraziamento e a far compiere
il miracolo di S. Gennaro.
Ma i ceti più poveri della città restano
fedeli a Ferdinando IV, e la loro fedeltà
è rafforzata dalla pretese dei francesi che, 
nell’elenco dei beni da trasferire sotto
la proprietà della Repubblica francese, 
inseriscono anche le fabbriche 
di porcellane e arazzi e i preziosi reperti 
degli scavi di Pompei. I patrioti repubblicani
vengono accusati di essere ricchi signori
indifferenti alle reali condizioni del popolo, 
tanto che in seguito i contadini 
della Calabria, Puglia, Basilicata 
e Campania, organizzeranno 
vere e proprie bande antirepubblicane,
che intoneranno canzoni come queste:
“A lu suono de la gran cascia, / viva sempre 
lu popolo bascio / A lu suono deli 
tammurielli /so risurte li puverielli! / 
A lu suono de le campane, viva viva li 
pupulane! / A lu suono de li violini,
sempre morte a’ giacobbini!”

Viene approvata una delle leggi più 
innovative del periodo repubblicano:
l’abolizione dei fedecommessi e 
delle primogeniture. Tra tutte le 
“Repubbliche sorelle” instaurate 
dai francesi in Italia, la napoletana 
è quella di più breve durata, ma 
anche la più avanzata per progettualità 
democratica e riformatrice,  questo 
grazie pure al patrimonio di esperienze 
accumulato dai  giacobini negli anni 
di esilio in Francia o nei centri
repubblicani dell’Italia settentrionale.

Si costituisce il Governo Provvisorio della 
Repubblica Partenopea presieduto da 
Carlo Lauberg, la cui mente 
èMario Pagano . Ne fanno parte anche 
alcuni rappresentanti delle logge massoniche, 
diventati poi giacobini del Regno e fautori 
della Repubblica, come Giuseppe Albanese 
di Noci e Pasquale Baffi.Faranno parte del
nuovo Governo anche Giuseppe Abbamonti, 
Nicola Fasulo, Raffaele Doria, Ignazio Ciaia
Prosdocimo Rotondo, Gabriele Manthonè. 
Domenico Cirillo, medico di corte, nonostante
il suo forte impegno riformatore, 
rifiuta una carica ufficiale nel Governo 
partenopeo; solo in un secondo momento
accetterà di  far parte della
Commissione legislativa” .

 
 


 

 


Esce il primo numero del
“Monitore napoletano” 
di Eleonora Pimentel de Fonseca.
Dopo trentacinque
numeri e due supplementi, 
l’8 giugno terminerà la 
sua pubblicazione. 
Altre testate, uscite in quei mesi, 
affiancheranno il "Monitore
come il "Corriere di Napoli e Sicilia",
il "Giornale estemporaneo" 
e il "Veditore  Repubblicano" .

 Sbarca a Reggio Calabria il 
Cardinale Fabrizio Ruffo con 
un gruppo di soldati fedeli al re. 
L’armata della “Santa Fede” 
marcia attraverso la Calabria 
arruolando “insorgenti” e contadini 
decisi a cacciare gli invasori francesi.
Il  cardinale Ruffo 
si proclama il nuovo papa 
(Pio VI è in esilio
in Toscana) e i “Sanfedisti” 
vengono accolti dal popolo
come difensori della fede
e liberatori. La dinastia borbonica 
rilegittima il proprio ruolo utilizzando
anche il largo consenso popolare,
mentre si conferma l’incomunicabilità
tra la borghesia rivoluzionaria
e i contadini. 
Il Governo Provvisorio organizza 
una, colonna di volontari, agli ordini 
di Giuseppe Schipani, con il compito
di fronteggiare Ruffo. I volontari
non riescono a superare i monti 
Alburni, sicché dopo la sconfitta
a Castelluccia rientrano a Napoli .

Sono istituite una Commissione di 
Polizia e una Commissione
militare per snellire le procedure 
giudiziarie. Si comincia  inoltre
a discutere una legge 
importantissima che deve eliminare 
completamente i privilegi feudali. 
Il progetto si arena tra interessi 
particolari e considerazioni 
di opportunità politica che 
impediscono interventi radicali. 
La legge sarà promulgata 
solo il 25 aprile, quando è
ormai troppo tardi per 
renderla operativa.

Championnet viene sostituito da Macdonald.

Il cardinale Zurlo emette un proclama
con il quale invita il popolo ad accettare 
la Repubblica. 
Un secondo proclama sarà emesso
il 5 aprile.

In aprile  Giungono a Napoli le notizie 
delle prime sconfitte subite dai francesi
in Lombardia, per mano degli austriaci, 
e in Piemonte, per mano dei russi.
 


Su mozione di Mario Pagano sono 
abolite la tortura e le pene 
straordinarie.

Il grosso dell’esercito francese lascia 
la Campania. Il governo repubblicano 
di Napoli si trova alla mercé dei 
“Sanfedisti” e della flotta  dell’ammiraglio
Nelson.

Ad Ariano si congiunge alle truppe di 
Ruffo un corpo di spedizione russo.

Il cardinale Ruffo infrange l’estrema resistenza 
dei patrioti napoletani. I giacobini, disorientati 
militarmente, contrappongono al cardinale
Ruffosolo il loro coraggio. La resistenza 
maggiore si attua tra il Ponte della 
Maddalena e il fortino di Vigliena, 
comandato da Antonio Toscano.
Principale artefice di questa difesa è 
la legione calabrese, nella quale 
milita  Giuseppe Poerio. 
Calabrese è anche la colonna che assale 
Vigliena, alla quale si aggiungeranno 
alcune centinaia di russi. Mentre le navi
inglesi bombardano il fortino, si consuma 
una cruenta guerra fratricida. 
I giacobini, che hanno giurato di
vincere o morire, dopo tre giorni di
inutile resistenza danno fuoco alla polveriera 
del fortino, tenendofede al giuramento dato. 
I Sanfedisti conquistano
Vigliena facendo capitolaredefinitivamente 
la Repubblica Partenopea .

 
 
 
 
 
 
 


L’ammiraglio Nelson fa impiccare Francesco Caracciolo,
capo della  marina napoletana .

Ferdinando rientra a Napoli tra feste, 
balli e luminarie e scatena una feroce
repressione contro i patrioti . Il 
desiderio di vendetta di Maria Carolina,
sorella di Maria Antonietta decapitata
in Francia, la volontà di Nelson 
di sradicare il partito filo-francese 
dal Mediterraneo e la reazione 
religiosa suscitata da Ruffo contro
i nemici della fede, provocheranno un 
vero e proprio massacro di patrioti.

Viene decapitato Gennaro Serra
di Cassano e nello stesso giorno
impiccata EleonoraPimentel 
de Fonseca a  cui non viene 
concessa la decapitazione
risevata ai nobili. 
Il suo stato di nobile portoghese 
non viene riconosciuto dal re .

Sono condannati a morte Mario Pagano
e Domenico Cirillo, che aveva  presentato
invano la domanda di grazia 
a Lady Hamilton.

Cesare Paribelli e Francantonio 
Ciaia, dopo aver inviato una 
supplica a Bonaparte, scrivono una
lettera, a nome dei patrioti napoletani,
al generale Berthier, ministro della 
guerra francese, affinché 
questi svolga un’azione diplomatica verso 
Ferdinando IV per porre fine alle esecuzioni dei
giacobini.

Il principe di Cassano arriva da 
Palermo a Napoli e col grado
di luogotenente generale e gran 
capitano del Regno sostituisce
nel vicariato il cardinale Ruffo.