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Domenico Cirillo

Biografia

Domenico Cirillo nacque a Grumo Nevano, vicino Napoli, l’11 aprile 1739. Proveniva da una famiglia che enumerava studiosi di medicina e scienze naturali. Nicola, uno zio paterno, era stato un noto medico cartesiano; Sante, un altro zio, aveva raccolto un ricco erbario, passato poi a Domenico. Oltre agli interessi naturalistici, Cirillo si dedicò alla medicina, disciplina in cui conseguì la laurea nel 1759. Nel 1760, appena ventunenne, vinse la cattedra di botanica, che tenne fino al 1777, anno in cui passò alla cattedra di medicina teorica.
In quel periodo Cirillo costruì la sua carriera scientifica e professionale: era professore di fisiologia e ostetricia nell’Ospedale degl’Incurabili e medico di molte famiglie aristocratiche. Nel 1766 pubblicò a Napoli l’opera Ad botanicas institutiones introductio, riedita nel 1770; nello stesso anno, al cospetto della Royal Society, lesse una memoria sulla <<manna calabrese>>, uscita nelle <<Philosophical Transactions>> (1771). Negli anni successivi Cirillo pubblicò, sempre a Napoli, le sue maggiori opere botaniche, zoologiche e mediche, alcune delle quali furono tradotte all’estero, dove effettuò molti viaggi.
Il lavoro di Cirillo si mosse tra l’attività didattica e la ricerca; seguace di Linneo, descrisse numerose piante dell’Italia meridionale, alcune delle quali osservate per la prima volta. Per le sue competenze in questo settore, negli anni Ottanta fu chiamato a dirigere il Museo di storia naturale che l’Accademia delle scienze e belle lettere stava allestendo. In campo medico il suo impegno fu dedicato soprattutto allo studio e alla cura di malattie molto diffuse, a cominciare dalla lue venerea. Per Cirillo, come per altri medici operanti a Napoli nel secondo Settecento (F. Baldini, D. Cotugno, M. Troja, G. Vivenzio), la medicina doveva svolgere un’importante funzione sociale. Da qui le denunce del degrado in cui versavano ospedali e prigioni e le critiche rivolte ai troppi medici che, <<guidati dall’orgoglio>> e <<spinti dall’avarizia>>, calpestavano il <<dovere> di istruirsi e abbandonavano <<al caso la vita di tanti utili cittadini>>. Tematiche affrontate nei Discorsi accademici, usciti a Napoli, ma con l’indicazione di Nizza, nel 1787 e riediti nel 1799.
Furono queste esigenze culturali ed etico-morali che spinsero Cirillo verso le idee illuministiche prima e giacobine poi e ad avere un ruolo di rilievo nelle vicende rivoluzionarie del 1799. Dopo ripetuti inviti del generale Championnet, accettò di far parte della Commissione legislativa, della quale divenne presidente. In tale veste elaborò un <<Progetto di carità nazionale>> che prevedeva la costituzione di un fondo per l’assistenza popolare, creato in buona parte con i suoi stessi averi.
Dopo la caduta della Repubblica e il fallito tentativo di recarsi in Francia con la flotta napoletana, fu rinchiuso prima in Castel Nuovo e poi in Castel Sant’Elmo, dove gli giunse la notizia della condanna a morte, eseguita il 29 ottobre in piazza Mercato, nello stesso giorno in cui salirono sul patibolo Mario Pagano, Ignazio Ciaia e Vincenzio Russo.


Testi

<<… Pochi individui risentono quel piacere inesprimibile che le altrui miserie inspirano. Pochi sanno amare l’uomo, diventato rispettabile per le sue disavventure. Si crede per contrario fanatismo, e stravaganza il godere nella contemplazione delle disgrazie, de’ torti, del disprezzo che l’opulenza, l’oppressione, l’avarizia fanno risentire alla Classe delle buone, oneste ed innocenti creature. Soccorrere la languente umanità, sollevarla nelle sue miserie, e diventare l’immediato istromento dell’altrui felicità, è stato sempre per me il massimo di tutt’i piaceri. L’esercizio della carità, gli effetti de’ pronti soccorsi contro la fame, la nudità, il freddo, e le atroci e distruttrici malattie, formano la gioja dell’uomo veramente nato per giovare alla Società… >>.

(D. Cirillo, Prefazione a Id., Discorsi accademici, L’anno 1799, p. 4).
 
 

<<… Quando il generale Championnet venne a Napoli, mi fece chiamare e mi designò come uno dei membri del Governo Provvisorio, ch’egli stava per stabilire. Il giorno dopo gl’inviai una lettera, e rassegnai formalmente l’impiego, e non lo vidi più. Durante tre mesi, io non feci altro che aiutare col mio proprio denaro e con quello di alcuni amici caritatevoli il gran numero di [poveri] esistenti nella città. Io indussi tutti i medici, chirurgi ed associazione ad andare in giro a visitare gl’infermi poveri, che non avevano modo di curare i loro malanni. Da questo periodo, Barial venne a stabilire il nuovo governo, ed insistette perché io accettassi un posto nella Commissione legislativa. Io ricusai due o tre volte; ed in fine fui minacciato e forzato. Che cosa potevo fare, e in che modo, e che cosa potevo opporre? Tuttavia, nel breve tempo di questa amministrazione, io non feci mai un giuramento contro il re, né scrissi né mai dissi una sola parola offensiva contro alcuno della Famiglia Reale, né comparsi in alcuna delle pubbliche cerimonie, né venni ad alcun pubblico banchetto, né vestii l’uniforme nazionale: non maneggiai danaro pubblico, e i soli cento ducati in carta che mi dettero, furono distribuiti ai poveri. Le poche leggi, votate in quel tempo, furono soltanto quelle che potevano riuscire benefiche al popolo… >>.

(D. Cirillo, Lettera a Lady Hamilton (3 luglio 1799), tradotta dall’inglese e pubblicata in B. Croce, La Rivoluzione napoletana del 1799. Biografie, racconti, ricerche. Terza edizione aumentata, Bari, Laterza, 1912, pp. 252-53).


Opere

Ad botanicas institutiones introductio, Neapoli 1766 e 1771;
Avviso intorno alla maniera di adoperare l’unguento di sublimato corrosivo nella cura delle malattie veneree, Napoli 1780;
De lue venerea, Neapoli 1780;
Nosologiae methodicae rudimenta, Neapoli 1780;
Osservazioni pratiche intorno alla lue venerea, Napoli 1783;
Clavis universae medicinae Linnaei, Neapoli 1783;
De acqua frigida, Neapoli 1783;
Tractatus de pulsibus, Neapoli 1783;
De essentialibus nonnullarum plantarum characteribus commentarium, Neapoli 1784;
Riflessioni intorno alla qualità delle acque che si adoperano nella concia dei cuoi, Napoli 1784;
Fundamenta botanicae, sive philosophiae botanicae explicatio, Neapoli 1785 e 1787;
Discorsi accademici, Nizza [ma Napoli] 1787 e 1799;
Entomologiae neapolitanae specimen primum, Neapoli 1787;
Plantarum rariorum Regni neapolitani fasc. I, Neapoli 1788;
Metodo per amministrare la polvere antifebbrile del dottor James, Napoli 1789;
Tabulae botanicae elementares quatuor priores sive icones partium, quae in fundamentis botanicis describuntur, Neapoli 1790;
Materia medica regni animalis, Neapoli 1792;
G. Cyperus, Parma 1796;
Formulae medicamentorum e Pharmacopea londinensi excerptae, Neapoli 1796;
Formulae medicamentorum usitatiores, Neapoli 1796;
Materia medica regni animalis, a cura di G.M. Carusi, Neapoli 1861.


Bibliografia

Azan C.,Un medico e scienziato del ’99: Domenico Cirillo, in Napoli: i Protagonisti del 1799. Prefazione di M. Iacoviello, Napoli 1998, p. 91-95;
Baldini U., Cirillo Domenico, in Dizionario biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1961-, 25 (1981), p. 788-94;
Carusi G. M., Vita Domenici Cyrilli, Napoli, Stab. tip. Belle Arti, 1861;
Croce B., La Rivoluzione napoletana del 1799, Bari 1953, passim; Domenico Cirillo medico e naturalista martire del ’99. Introduzione e commento di A. Ciarallo, Napoli, Procaccini, 1992;
D’Ayala M., Vita di Domenico Cirillo, Firenze 1780;
Diamare V., Domenico Cirillo, in <<Giornale dell’Associazione napoletana dei medici e naturalisti>>, 1937, p. 11-32;
Gagliardi G., Domenico Cirillo e il suo tempo, Napoli, Regina, s.d.;
Iezzi B., Prime schede per una bibliografia di Domenico Cirillo, S.l., s.e., 1983;
Masucci S.,Vita di Domenico Cirillo, Napoli, Stab. tip. F. Lubrano, 1904;
Piccinini N., Domenico Cirillo napoletano di Grumo, Napoli, Stab. tip. Genovese, 1969;
Rasulo E., Le opinioni politiche di D. Cirillo e la Repubblica napoletana del 1799, Aversa 1929.