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Imma e Ulderico Pinfildi: Natività
L’espressività e la vita che sembrano
scaturire dai pastori creati dalle abili mani di Ulderico Pinfildi ripagano
quella specie di pellegrinaggio tradizionale che il napoletano ritiene
suo privilegio e dovere irrinunciabile di ogni Natale: la visita delle
mostre e delle collezioni presepiali.
Le creazioni dei Pinfildi a torto vengono definite "figure presepiali"
allorquando, con tale termine, si volesse identificare un’arte che, memori
dell’epoca dei Sanmartino, dei Viva, dei Bottiglieri e dei tanti altri
artisti dell’epoca d’oro del presepe napoletano, viene oggi considerata
"minore". Ma noi quel "minore" vogliamo intenderlo
come riferimento alle minori dimensioni che le statuine hanno rispetto
ai loro modelli ispiratori che trovano accoglienza in chiese e musei.
E che dire, poi, delle sontuose vesti dei magi, delle lise stoffe delle
figure dei popolani, delle pretenziose ricchezze degli abiti della grassa
borghesia che, dopo lunghe e documentate ricerche, Imma Pinfildi confeziona
con scampoli e frammenti di stoffe d’epoca?
Il riferimento alla lunga tradizione familiare é il ricordo di un
punto di partenza di un artista sempre alla ricerca di un continuo rinnovamento
espressivo.
(R.L.)
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