Pubblichiamo il testo de volantino diffuso dalla nostra organizzazione, nel corso della manifestazione tenutasi a Roma il giorno 12 dicembre, nel settore del corteo composto da immigrati e studenti medio-oríentali.

CONTRO L'AGGRESSIONE IMPERIALISTA ALLE MASSE SFRUTTATE ARABE!


Un'ondata guerrafondaia pro-imperialista è andata velocemente montando in questi ultimi mesi e cerca di sommergere il proletariato per sottometterlo ai "superiori" interessi del capitale.

Una certa propaganda vorrebbe presentare l'intervento occidentale come un'operazione a difesa della "democrazia " e del "diritto internazionale" contro il "dittatore" di Bagdad. Ma, accanto a una tale spiegazione, sempre più esplicitamente si parla di "spazi vitali ". di precisi interessi imperialisti. E in una zona come il Medio Oriente non è difficile capire di quali interessi si tratta: il petrolio, il suo prezzo ed il controllo su di esso.

Lo stesso "New York Times" scriveva (vedi "l'Unità" del 13 agosto): "Andiamo. Gli USA non hanno certo mandato truppe nei deserti d'Arabia per difendere i principi democratici. La politica americana… riguarda il denaro, la protezione di un governo leale agli USA e la punizione di quelli che mirano ad aumentare il prezzo del petrolio… quelle truppe sono state mandate laggiù non per contrastare un'aggressione, ma per aiutare il paese dell'OPEC che fa più comodo agli interessi petroliferi occidentali".

L'ordine internazionale imposto dall'ONU, sotto il quale si ritrovano tutte le potenze imperialiste, USA ed Europa in testa (con l'Italia in prima fila), non serve che a mascherare una politica delle cannoniere finalizzata a perpetuare la rapina e il supersfruttamento delle masse arabe (e non solo), che dalla presenza del "civile" Occidente non ricevono altro che miseria e continuo affamamento.

E' chiaro, quindi, come l'attacco occidentale non sia rivolto a ristabilire la "sovranità" calpestata di un "paese libero " (il Kuwait), ma è diretto contro la ribellione degli sfruttati del "mondo arabo".

Perciò solo superficialmente il conflitto ha per protagonisti principali gli USA ed il regime di Saddam Hussein, ma in realtà vede contrapposti l'Occidente con i suoi interessi (e i suoi satelliti ovunque) e le masse sfruttate arabe (e più in generale dei terzi e quarti mondi). IL VERO AGGRESSORE ) E' L'IMPERIALISMO!

Non è un caso allora, che le masse povere dell'area (in primis i palestinesi, ma anche in Giordania, Siria, Algeria, nello stesso Iran…) siano scese in campo contro l'aggressione imperialista; la mobilitazione popolare ha colto, istintivamente, il senso profondo del conflitto.

Di fronte a questa realtà, va respinto il falso e ricattatorio argomento secondo cui il fronte arabo anti-occidentale deve essere "comunque" sconfitto perché nelle mani di un "nuovo Hitler ". A parte il "semplice" fatto che con questo preteso Hitler per anni gli occidentali hanno concluso affari e sono corresponsabili del milione di morti nella guerra contro un Iran uscito da una rivoluzione popolare antidispotica e antimperialista, a parte ciò, se la rivolta araba ha tuttora il limite (certo non da poco) di riconoscere come leader un Saddam Hussein, ciò si deve all' isolamento in cui sono state lasciate queste masse dall' "indifferenza" del proletariato d'Occidente, grazie anche alla politica del riformismo nostrano di complicità con l'imperialismo.

Complicità mai così apertamente manifestatasi come in quest'occasione tramite l'appoggio attivo alla spedizione militare nel Golfo. Le posizioni assunte dal PCI si sono caratterizzate per un inconsistente contorsionismo verbale ("pace", "più equo ordinamento internazionale" "governo mondiale" e insieme "difesa degli interessi nazionali e dell'occidente") e per proposte che nulla mutano, nella sostanza, alla marcia d'aggressione anti-araba.

Il PCI dopo aver considerato l'iniziativa americana come "indispensabile per un'immediata risposta alle minacce irakene" (Napolitano), pone come unica condizione per un totale allineamento l'assenso dell'ONU, puntualmente giunto!

Ma cosa cambia se a portare avanti l'aggressione sono i singoli briganti imperialisti o la loro organizzazione internazionale? Il richiamo all'ONU quale primordiale espressione di un futuro "governo mondiale" semina solo illusioni, nascondendo i reali interessi che questo organismo porta avanti.

L'unica possibilità per le masse arabe di "liberarsi" dalla tutela di Saddam Hussein - come anche noi auspichiamo, ma in senso diametralmente opposto a quello dei sostenitori dell'Occidente - è che la rivolta si estenda e si approfondisca, trovando qui il massimo di solidarietà da parte del proletariato.

I1 proletariato occidentale ha in queste masse un alleato formidabile per battere il sistema di sfruttamento che lo incatena; i proletari, da questa bell'impresa, assaggeranno solo ulteriori bastonate (economiche e politiche) come già si profila dalle dichiarazioni di Confindustria e governo su "austerità e più duri sacrifici".

La crisi capitalistica scaricata e fatta duramente pagare alle sterminate masse del Sud del mondo (debito estero, crollo del prezzo delle materie prime) comincia a ritornare sulle cittadelle imperialiste. E' ancora una volta sul proletariato che se ne vogliono scaricare i costi, è ancora la classe operaia che dovrebbe sobbarcarsi il peso della tenuta e della competitività dell'economia nazionale.

Allora, in un tale conflitto il proletariato occidentale non può né appoggiare gli interessi che le navi da guerra vanno a difendere nel Golfo, né rimanere neutrale come se la cosa non lo riguardasse, ma deve schierarsi a fianco delle masse sfruttate arabe contro il proprio imperialismo!

ORGANIZZAZIONE COMUNISTA INTERNAZIONALISTA